Un anno dopo il Papeete, il Salto dell'acciuga. Matteo Salvini non rinuncia ai bagni, al mare e di folla, durante l'estate in movimento per l'Italia. Il leader della Lega ieri pomeriggio è stato anche a Trani dopo il colpo di teatro di Foggia, città nella quale sindaco e giunta sono tutti passati alla Lega accusando gli alleati di Forza Italia di becero trasformismo politico.
In Puglia, e a Trani, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia sono alleati «per mandare a casa dopo quindici anni il centro-sinistra», ha esordito Salvini sul palco di piazza Teatro dopo l'ennesima camicia cambiata al ritorno dal mare.
Prima che arrivasse, un parlamentare della Lega provava a scaldare la piazza come si fa nei concerti, anche sulle note di una musica popolare e di facile ascolto e canto.
Peccato che Maledetta primavera l'abbia attribuita a Marcella Bella, anziché Loretta Goggi, dimenticando che il suo autore sia stato Totò Savio, che a Trani ha costruito gran parte della sua popolarità (prima di fondare gli Squallor), cantando ripetutamente alla Lampara.
Sarebbe potuto essere un assist per attaccare politicamente Bottaro su una delle cose peggiori del suo quinquennio, ma la Lega ha preferito battere i temi intorno ai quali ottenere le più facili acclamazioni: immigrazione; processo a Salvini; porti chiusi, anziché locali e discoteche; prima gli italiani e, già che ci siamo, prima i pugliesi.
Lo stesso parlamentare di cui sopra invita tutti i candidati al consiglio comunale a salire sul palco. Filiberto Palumbo, il candidato sindaco del centrodestra, rimane rispettosamente ai piedi dello stesso, alquanto spaesato: sono Gianni Di Leo Riccardo Gagliardi a ricordarsi di lui, invitandolo a salire, e lui timidamente guadagna il palco per poi, altrettanto pacatamente, salutare Matteo Salvini con un intervento di non più di 30 secondi.
L'avvocato, che nelle aule di giustizia svolge arringhe di ore, nella piazza lascia il campo al capopopolo che alimenta la forza del suo dire anche grazie alle contestazioni che giungono da lontano.
Infatti, non sono mancati i molestatori, peraltro senza alcun incidente grazie all'ottimo lavoro svolto dalle forze dell'ordine, ma Salvini sembra quasi che invochi ogni volta la loro presenza: «Mio figlio ha 8 anni e pronuncia discorsi già più evoluti dei vostri», risponde provocatoriamente a chi gli dà del «buffone».
Poi conclude il comizio e si concede ai selfie con chiunque: il tempo delle foto dura più del comizio stesso, e la politica della Lega si rivela una macchina quasi perfetta con tempi e modi dello spettacolo, frammisti di una spruzzata di politica con temi ripetutamente riaffermati con la variante locale a seconda del luogo in cui si va.
«Ho la sensazione che vinceremo con Fitto e saremo il primo partito in Puglia», ha concluso Salvini sia a Foggia, sia a Trani: appuntamento al 20 e 21 settembre per vedere se avrà avuto ragione.
























