Una piscina, un campo di basket ed uno spogliatoio al servizio di entrambi in un terreno agricolo: questo ed altro, hanno rappresentato le condizioni necessarie e sufficienti per indurre il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ad ordinare ai due proprietari del sito - due fratelli rispettivamente di 90 e 83 anni, di demolire le opere non autorizzate, realizzate abusivamente, con il ripristino dello stato organico dei luoghi.
Siamo in località strada Petrarello, in zona agricola destinata ad attività di trasformazione di prodotti agricoli ed attività zootecniche, le uniche insediabili in quella maglia di territorio. A seguito di un'ispezione di personale tecnico dell'Area urbanistica e del Comando della polizia locale, sono stati invece rilevate strutture decisamente lontane da un uso agricolo.
L'elenco degli abusivismi accertati è il seguente: tramezzature in laterizio forato lungo il perimetro del lastrico solare, in sopraelevazione ad un vano rurale esistente; un vano scala in miniatura, di collegamento fra il piano del vano esistente e l'impalcato superiore; una piscina interrata completa e funzionante, realizzata nell'area di pertinenza del vano rurale, con annessi servizi tecnici e delle dimensioni di 16 x 9 metri e profondità variabile da 1,30 a 2,30 metri; un vano ad uso spogliatoio in prossimità della piscina, chiuso, completo di infissi e con copertura in lastra del tipo coibentato, ultimato e rifinito con rivestimento in pietra; un pergolato con struttura portante in legno e copertura in teli ombreggianti in prossimità della piscina; un'area pavimentata, con blocchi in calcestruzzo prefabbricato, adibita a campo di pallacanestro delle dimensioni di 12 x 12 metri.
Tutto questo «è stato realizzato in assenza di un titolo abilitativo», si legge nel provvedimento e pertanto risulta abusivamente realizzato.
L'ordinanza è stata emanata lo scorso 14 luglio e da allora, sono scattati I rituali 90 giorni per procedere alla demolizione. Nel frattempo io destinatari del provvedimento possono proporre eventuale ricorso al Tar Puglia entro 60 giorni, o al Presidente della Repubblica entro 120.
