Dieci progetti da 500.000 euro per altrettanti istituti scolastici di sette comuni su dieci della provincia di Barletta-Andria-Trani: è quanto l'ente ha ufficialmente candidato ad un finanziamento regionale di complessivi 70 milioni di euro.
Il presidente, Bernardo Lodispoto, confida di portare a casa nel più breve tempo possibile quasi 6 milioni di euro per mettere mano su edifici che hanno bisogno di lavori urgenti, precisando che le uniche città che allo stato non necessitano di interventi specifici sono Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando.
«Nella corsa contro il tempo per consentire alle scuole italiane di riaprire in sicurezza - fa sapere il capo dell'assemblea provinciale - gli enti locali sono chiamati in prima linea a dare risposte e soluzioni concrete che garantiscano il ritorno tra i banchi degli studenti in piena serenità. La Provincia Bat - spiega Lodispoto - ha scelto la strada del confronto con tutti i dirigenti delle scuole provinciali di questo territorio per individuare le problematiche, di tipo strutturale ed organizzativo, sulle quali sarà necessario intervenire con urgenza».
Il primo incontro si è tenuto lo scorso 19 agosto, a Barletta, ed altri ne seguiranno «poiché ogni istituto ha l'esigenza di adeguare ed adattare gli spazi e le aule a propria disposizione per conformarsi alle direttive del Governo in materia di contenimento dell'emergenza Covid - chiarisce Lodispoto -. La Provincia Bat non dispone delle risorse necessarie per farsi carico di tutte le criticità strutturali ed organizzative evidenziate dai dirigenti scolastici in questa prima fase di confronto, avendo oltre tutto impegnato un milione di euro per gli interventi di recupero dell'Istituto Cassandro-Fermi-Nervi di Barletta, la cui riapertura prima dell'inizio scolastico è stato l'obiettivo prioritario verso il quale la Provincia ha ritenuto di dover profondere ogni sforzo economico».
Da qui la necessitò di candidarsi al bando emanato dal Ministero dell’istruzione, per accedere alla quota parte dei 70 milioni di euro destinati dal "Decreto agosto" agli enti locali titolari delle competenze relative all’edilizia scolastica.
Ebbene, i quasi 6 milioni di euro richiesti per la Bat «serviranno a coprire le spese derivanti dall’affitto di strutture temporanee - spiega il presidente dell'ente -, nonché i costi per l’acquisizione e adattamento di ulteriori spazi da destinare all’attività didattica. I fondi del Ministero sono assegnati agli enti locali con una riduzione proporzionale - precisa Lodispoto -, anche sulla base della popolazione scolastica, nel caso in cui le richieste complessive eccedano la disponibilità delle risorse stanziate. L’obiettivo è riuscire ad ottenere un contributo congruo rispetto alle esigenze manifestate dai dirigenti scolastici, almeno per dare seguito gli interventi ritenuti prioritari ed urgenti».
