«Le trasmissioni speciali di Comò dedicate a Trani sono due, e non una, e rappresentano soltanto una parte dell'investimento pubblicitario che il Comune di Trani ha intrapreso con l'agenzia Fono vipi, concessionaria del gruppo Norba».
Lo fa sapere il Responsabile unico del procedimento, Felice di Lernia, precisando che «quella che è andata in onda è la prima delle due puntate di Comò dedicate a Trani, mentre la seconda è stata per il momento sospesa per la par condicio e andrà in onda a ottobre».
I prossimi 30 minuti di trasmissione saranno dedicati alla candidatura di Trani a capitale italiana della cultura 2022, «ed è questa la trasmissione su cui effettivamente si è investito - spiega ancora di Lernia -, mentre la prima è stata finanziata dagli imprenditori intervenuti nella stessa e nella quale l'emittente ha comunque concesso una finestra anche all'amministrazione comunale».
Le due trasmissioni hanno avuto un costo di 3.000, oltre Iva, e prevedono la messa in onda di cinque repliche e la condivisione del redazionale sulla pagina social di Comò.
Il restante investimento, che diventa quindi quello più rilevante, comprende invece 720 spot su Trani, da 15 secondi e frequenza giornaliera di 10 al giorno, che sono stati resi visibili anche durante la messa in onda di Battiti live a livello nazionale. Il loro costo, al netto di Iva, è 11.000 euro, e quindi il totale fa 14.000 euro, che diventano i 17.000 lordi richiamati ieri.
Prendiamo atto delle comunicazioni pervenute che, se fossero comparse nel provvedimento approvato dal dirigente dell'Area e pubblicato all'albo Pretorio, ci avrebbero permesso di fornire un'informazione più completa su un investimento evidentemente più articolato di quanto non sia sembrato dalla lettura dell'atto amministrativo.
Sulla opportunità dell'investimento poi, tenendo conto anche dei chiarimenti pervenuti, ciascuno sarà in grado di operare le proprie valutazioni soggettive. Ci limitiamo semplicemente a rilevare il fatto - e questo è invece un dato oggettivo - che le precisazioni giungano insolitamente dall'ufficio e non dalla parte politica, che pure dovrebbe avere espresso un chiaro indirizzo nei confronti dello stesso prima che questo procedesse con la pianificazione della campagna promozionale ed il relativo impegno di spesa.
