Tutte le sigle sindacali insieme per protestare sulla situazione che si vive all’interno del carcere di Trani e soprattutto contro l'apertura del nuovo padiglione senza la chiusura della sezione blu. È dalle 9 di questa mattina che Sappe, Osapp, Cgil, Cisl, Uil e Uspp si sono riuniti per far sentire la loro voce.
«Era stato promesso che con l’apertura del nuovo padiglione sarebbero arrivati almeno 50 agenti e che si sarebbe chiusa la sezione blu, ma questa promessa non è stata mantenuta - ha detto ai nostri microfoni Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe -. Protestiamo oggi e continueremo a farlo perché non è possibile che i poliziotti di Trani debbano essere sottoposti a carichi di lavoro enormi in violazione di tutte le norme. Quindi, non accettiamo l’apertura del nuovo padiglione in queste condizioni: si aprirà solo se prima arriva nuovo personale. Lo stesso rinvio dell’apertura dal 1 al 19 ottobre è soltanto per motivi tecnici – continua Pilagatti -: al momento non abbiamo notizie di nuovo personale in arrivo».
Con l’apertura del nuovo padiglione dovrebbero arrivare circa 60 detenuti dalle carceri sovraffollate di Bari e Lecce, portando il numero a 410: «Non vogliamo trovarci con un sovraffollamento dei detenuti con le conseguenze che questo comporta - ha sostenuto Federico Pilagatti -. Basti considerare che il rapporto ottimale tra detenuti e agenti dovrebbe essere almeno 0,60: a Trani siamo 0,48, al di sotto dei livelli minimi».
Da tenere sotto controllo anche la situazione Coronavirus nel carcere di Trani e in generale della Puglia: «Ho sollecitato la regione per fare i tamponi e i test rapidi in carcere – ha continuato il segretario nazionale del Sappe -. In tutte le regioni si fanno i tamponi per prevenzione e in Puglia no. Abbiamo notizie che Bari e a Taranto ci sono già casi positivi».
Alla protesta era presente anche Ruggiero Pastore del coordinamento nazionale di polizia penitenziara: «Siamo qui per il rispetto dei diritti della polizia penitenziaria che da tempo svolgono servizio su 8 ore. La legge dice che ogni dipendente che intende svolgere prestazioni straordinarie deve esprimere il consenso: il personale non sta accettando ma per esigenze di servizio gli agenti sono costretti a farlo. Noi chiediamo la chiusura del vecchio padiglione per impiegare l’organico nel nuovo: così si recupererebbe personale e dignità delle persone. Non dimentichiamo che ci sono camere con water all’interno della stessa stanza dove i detenuti mangiano».





