Sono tanti i tranesi che si trovano all’estero e che ci vogliono raccontare la loro testimonianza. Uno di questi è Nicola Caffarella, 40 anni, che lavora come marmista da cinque anni a Kempten (Allgäu) in Germania. Il tranese ci spiega come i tedeschi stanno affrontando l’emergenza Coronavirus e alcune delle misure economiche che il Governo ha adottato.
«In azienda lavoriamo con i dispositivi di sicurezza individuale, ma per strada non tutti usano le mascherine protettive - spiega Nicola -. A Kempten vivo con la mia compagna, mentre mio fratello è in un’alta città che, ovviamente, per l’emergenza non posso vedere. Come in Italia, anche qui sono chiusi centri commerciali, bar e ristoranti anche se alcuni possono svolgere attività a domicilio. Restano aperti, invece, supermercati e farmacie. Inoltre, in Germania si può uscire di casa insieme ad un'altra persona soltanto se questa fa parte del proprio nucleo familiare; altrimenti non è consentito».
Nicola ci spiega anche alcuni aiuti economici che lo Stato tedesco ha messo in campo per i dipendenti: «Le aziende compromesse dall’emergenza o addirittura costrette a chiudere possono ricorrere al cosiddetto “Kurzarbeit”: è lo Stato a coprire il 60% della retribuzione netta persa e il 67% se si ha un figlio a carico. In Italia, e a Trani nello specifico, conosco molti amici che sono in gravi difficoltà economiche e che si sentono abbandonati. Spero che lo Stato non li lasci soli».
Il tranese si augura che questa emergenza finisca presto e che possa ritornare a riabbracciare la sua famiglia.
