Le associazioni C16no, Disabili attivii, A.r.i.anna, Associazione para-tetraplegici, Viva la vita, Contro le barriere, Uildm, Conslancio, visto l'esito del tavolo regionale per la non autosufficienza, tenutosi in data 17 aprile in video conferenza, fra la regione Puglia, assessorato al welfare e le associazioni di rappresentanza dei disabili gravissimi, avente come oggetto la misura di sostegno sociale denominata "assegno di cura", sentita la proposta del welfare di abbassare la misura di sostegno sociale, attraverso una delibera di giunta, dagli attuali € 900 a € 600 per il periodo gennaio - ottobre 2020, procrastinabile fino a dicembre 2020; visto il parere negativo di tale proposta a parte delle associazioni, diffidano il welfare dal portare in giunta regionale la suddetta proposta e tutta la giunta ad approvarla, in quanto è offensiva e lesiva dei diritti dei disabili gravissimi.
Le associazioni chiedono l'immediata applicazione della nostra proposta, già presentata da diversi mesi, di diversificare l'importo in base al sostegno assistenziale, così come sancito dal dm fna sulla non autosufficienza e relativo piano per la non autosufficienza, che stabilisce che il sostegno deve essere corrisposto alla famiglia, al fine di evitare l'ospedalizzazione del disabile gravissimo, commisurandone l'importo all'effettivo bisogno, bisogno già sancito dd accertato in sede di uvm che differenzia il livello di gravità, anche sulla base della l.r. 630/2015.
Al fine di riconoscere l’assegno di cura a tutti gli aventi diritto, anche agli ammessi e non finanziati si propone la seguente diversificazione di punteggio già determinato in sede di Uvm nell’istruttoria dello scorso bando (2018-2019):
€ 900/ mese (100 – 85) sostegno intenso;
€ 700/ mese (80 – 75) sostegno medio;
€ 500/ mese (<=70) sostegno lieve
Le associazioni sollecitano il welfare ad aprire una nuova finestra per consentire a chi è sopraggiunto in stato di gravissima disabilità successivamente al bando 2018/2019, di accedere alla misura di sostegno sociale (possono essere compensati con i tanti deceduti).
"Per noi, ciò che la popolazione mondiale sta vivendo in questo momento non rappresenta una novità: le nostre famiglie sono da anni agli arresti domiciliari e meritano rispetto, attenzione e sostegno dignitoso", scrivono. Considerate questa diffida come la prima delle nostre proteste alla quale invitiamo ad aderire tutte le associazioni presenti al tavolo per la disabilità che, al pari nostro hanno espresso parere negativo alla proposta del welfare del 17 aprile u.s.
Mariangela Lamanna, presidentessa di C16no
