Cancellazioni di tasse e tributi, sostegno alle imprese e molto altro. Lo chiedono diciotto attività della ristorazione, fra bar e ristoranti, in un documento congiunto presentato al presidente della Regione Puglia, a quello della Provincia, a sindaco e presidente del consiglio comunale, all'assessore al commercio ed a tutti i consiglieri comunali di Trani.
È una lettera aperta di un gruppo di operatori «che si è confrontato in virtù del momento critico mondiale che stiamo vivendo a causa della pandemia e per via della grave crisi economica che ci sta portando drastiche decisioni per le nostre aziende - si legge nella premessa del documento -. Ci rifiutiamo di pensare che le istituzioni non riescano ad immaginare le gravi ripercussioni che ha subito la nostra categoria, con quasi tre mesi di chiusura ed il danno economico ricevuto non per la nostra negligenza o volontà».
Per questo motivo le attività chiedono risposte e conseguenti azioni: «Siamo fra le immagini enogastronomiche più belle della nostra regione, meta turistica indiscussa per migliaia di persone. Offriamo centinaia di posti di lavoro, ma da soli non possiamo rialzarci».
Da qui le richieste alle istituzioni per ripartire nella massima sicurezza sanitaria ed economica: cancellazione di tutte le tasse e tributi comunali dalla data del primo Decreto del presidente del consiglio dei ministri, che ordinava la chiusura di tutte le attività, fino alla riapertura e riduzione fino al 31 dicembre 2020; agevolazione e snellimento delle pratiche di concessione del suolo pubblico con nuove disponibilità di spazi; cancellazione di tutte le fatture delle utenze dal 12 marzo fino a completa riapertura delle attività; misure di sostegno a fondo perduto da parte della Regione per la ripartenza degli attività; investimenti dell'ente regionale per rilanciare la Puglia nel mondo; comunicare nel più breve tempo possibile le norme di sicurezza da adottare per la salute propria e dei dipendenti; tutela e supporto economico per le attività impossibilitate all'adeguamento al nuovo Dpcm a causa delle metrature limitate, e quindi costrette a chiusura involontaria; agevolazioni per nuove assunzioni; cassa integrazione al 100 per cento fino alla riapertura totale dell'attività; costi di locazione sospesi dal 12 marzo con possibilità, per il proprietario delle mura, della detrazione del 100 per cento ed estendere la possibilità di sospendere i costi della locazione anche alle attività in affitto di ramo d'azienda; sospensione di mutui, leasing e prestiti senza ricalcolo di interessi per il periodo di lockdown e nuovo inizio del pagamento dal primo gennaio 2021; misure di sostegno a fondo perduto garantito dallo Stato al 100 per cento, alzando il tetto massimo a 100.000 euro con rate da pagare dopo 24 mesi a tasso zero in 10 anni, di cui il 50 per cento a fondo perduto.
Le aziende firmatarie del documento sono le seguenti: Amores licoreria; Aquae Seaside restaurant; Le lampare al fortino; Bar centrale; Marè Resort; Bistrot 27; Officina del vino; Bubbles; La banchina; Il vecchio e il mare; Pelledoca; Corteinfiore; Gallo; Quintessenza; Regia; Il gatto e la volpe; Barbayanne; Lavinia Bianchi ricevimenti.
