Rosanna non è a conoscenza di questo articolo. Non le abbiamo detto nulla perché volevamo che fosse una sorpresa e perché sicuramente sarebbe stata contraria ad avere questa solitaria visibilità, convinta com’è dell’importanza della squadra più che del singolo.
Rosanna ha pianto di gioia quando ha visto il video con le ruspe che abbattevano il muro dell’opificio, che di fatto rendeva via Pozzopiano una strettoia, una strozzatura, detta anche “U’ buc stritt”, epiteto coniato dalla buonanima di Visibelli. Per chi non la conoscesse, Rosanna vive su di una carrozzella e alle 07,30, quando sono cominciati i lavori, era impossibilitata ad essere presente.
Attraverso il gruppo whatsapp del comitato, ha chiesto a qualcuno di noi di correre sul posto e così siamo andati ad assistere dal vivo a quello che stava accadendo: la demolizione attesa da quasi 40 anni e per la quale il comitato e i cittadini si erano battuti negli ultimi sei anni. Quelle lacrime erano la testimonianza dell’impegno di un gruppo coeso come una famiglia che aveva dedicato una gran quantità di tempo e di energie al raggiungimento di questo risultato. E qui è bene ricordare che i membri del comitato e tutti quelli che ci hanno supportato sono volontari che hanno sempre agito in nome di un interesse della collettività, indubbiamente apolitici e sempre con la coscienza pulita di chi non ha secondi fini e tornaconti personali. E’ la vittoria della cittadinanza attiva che non si rassegna e del gruppo che ha la meglio sull’individualismo e sull’egocentrismo. Ma è soprattutto la vittoria di Rosanna.
Il giorno dopo la morte dell’immenso Enzo Bosso la sua dedizione e la sua forza appaiono ancora più nitide. E’ lei la presidente del comitato ed è lei la sua anima. Ha suggerito la linea da seguire e il profilo da mantenere. Ha bombardato di richieste e di sollecitazioni l’amministrazione, e non solo per la questione della strettoia. Si è fatta carico di un sacco di responsabilità ed è riuscita a tenere unito il gruppo anche nei momenti più difficili. Si, perché il comitato è stato oggetto di pesanti critiche. Si è detto che eravamo ingenui e creduloni, che ci stavamo facendo prendere per i fondelli e che la nostra azione era troppo “molle”. Ben vengano le critiche, per carità. Il fatto è che molto spesso sono sfociate in una forma di cattiveria gratuita. Sparute a dire il vero ma continue e, soprattutto incomprensibili, come se sentiste la Croce Rossa sparare a zero su Amnesty International (solo per rendere l’idea). Sono state fatte illazioni pesanti sulla nostra integrità morale e fino a insinuare fantomatici accordi sotto banco.
Ora capite quanto possano fare male accuse di questo genere, soprattutto a chi si sta dedicando da volontario ad una causa che è di tutti i cittadini e solo per il bene della città. “Ma chi ce lo fa fare?” – ce lo siamo detti tanti volte e sempre Rosanna ci ha spinto ad andare avanti, proprio lei che in qualità di presidente era la più esposta a questi attacchi vili e infamanti. Eppure non hai mai perso il sorriso e la tenacia. Rosanna è un eroina positiva, un esempio da seguire per la sua determinazione, per la sua onestà e per il rispetto profondo che ha sempre dimostrato nei confronti delle Istituzioni. Merita rispetto e non c’entra niente tutto questo con la sua condizione di disabilità. Non è diversamente abile perché è semplicemente molto più abile di tutti noi messi insieme. Quando noi camminavamo, lei sfrecciava. Noi eravamo scoraggiati e lei ci tirava su il morale. Quante volte ci siamo chiesti “Ma come fa ad avere tutta quella forza” ?
Leggendo queste parole dirà che abbiamo esagerato e che il merito è di tutti ma sappiate che senza di lei non ce l’avremmo fatta. Quel pezzo di muro che custodiremo come un trofeo è anche l’insieme dei sassolini che si erano accumulati nelle nostre scarpe. Se fosse stato più grande avremmo inciso questa frase: “Sul cadavere dei leoni festeggiano le iene credendo di aver vinto ma i leoni rimangono leoni e le iene rimangono iene”.
Dovremmo dirle (tutti) solo un grande grazie perché ogni volta che la incrociamo per strada ci ricorda, proprio come Enzo Bosso, che la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché la forza è forza, con le ruote o senza.
Enzo Covelli, Fiore Resta, Nicoletta di Savino, Berto Nenna, Sabina Fortunato, Savino Soldano, Raffaele Ramundo, Carmine Verrigni
