Uno striscione bianco, con su scritto «Trani ricorda Falcone», pende da sabato pomeriggio dalle finestre al primo piano di Palazzo di città.
L'iniziativa è stata del sindaco, Amedeo Bottaro, e del presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, che hanno manualmente scritto su quel lenzuolo bianco la frase dedicata al magistrato palermitano, assassinato dalla mafia il 23 maggio 1992.
Ebbene, proprio in occasione del nuovo anniversario della strage di Capaci, le due figure istituzionali del Comune di Trani ci hanno tenuto ad aderire all'invito dell'Associazione nazionale dei comuni d'Italia per commemorare Falcone e tutte le vittime della mafia.
«Da 28 anni ci stiamo impegnando per riscrivere la storia di un paese che ha dimostrato di volere ripudiare e combattere tutte le mafie - ha spiegato Ferrante - e noi oggi lo abbiamo fatto in memoria di Giovanni Falcone, di sua moglie, Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro».
Uno striscione contro la mafia il Comune lo aveva già esposto, ma non sul prospetto di Palazzo di città bensì dal sagrato della cattedrale al termine della marcia per la legalità del 4 marzo 2017.
Sulla facciata della casa comunale, invece, l'unico striscione apparso in precedenza fu quello di solidarietà al popolo curdo, ostentato il 25 ottobre 2019 in anticipazione ad una mozione approvata dal consiglio comunale per la tutela di quelle popolazioni rispetto agli attacchi turchi di quel periodo.
Un'altra mozione di solidarietà il consiglio comunale l'aveva approvata il 14 marzo 2016 e fu in favore di Giulio Regeni, il ricercatore assassinato in Egitto in circostanze tuttora rimaste misteriose: anche Comune di Trani ha chiesto verità su questa pagina buia della storia nazionale, ma senza ricorrere anche agli striscioni che, invece, altri enti ancora oggi espongono sulle loro sedi.
