Ore 20.38
Sono appena rientrato. Esco nuovamente o non esco? Sono indeciso poiché sono stato in giro tutto il giorno. Decido di non uscire e stare a casa a vedere un film.
Ore 21.05
Finalmente si sente un po’ di movimento! Quella tristezza del sabato sera in casa in lockdown, tutti costretti a vedere cinque puntate di fila di una serie su Netflix o Amici di Maria de Filippi senza amici e senza pubblico. Ricomincia la movida, si torna nei locali, a mangiare un gelato, a fare una passeggiata sul porto. Finalmente...
Ore 23.22
Abito al primo piano, e tendenzialmente riesco a sentire nonostante la tv il vocio delle persone sorridenti e spensierate mentre trascorrono il loro sabato sera fuori. Sento passare auto, vuol dire che in giro c’è tanta gente.
Ore 00.15
Vado a letto. C’è un gruppo di amici che chiacchiera sotto il mio portone. Domani vanno a Savelletri, vorrebbero andare a mangiare i ricci, ma non hanno prenotato. Uno dice che sicuramente troveranno dove mangiare. L’altro gli risponde che senza prenotare non troveranno nulla. Il terzo risolve con colazione in centro, e decisione domattina alle 9.
Ore 00.49
Mi sveglio di colpo. Mi ero addormentato e sono fermamente convinto che i The Giornalisti siano tornati insieme. Un sogno? No, era una Fiat Punto con le marmitte modificate (mi piacciono le auto, riesco a riconoscerle) che sparava “sotto il sole sotto il sole di Riccione di Riccione” a volume da Lampara dei bei tempi. Mi rimetto a dormire.
Ore 1.34
Mi risveglio. Sento suonare clacson. Più di uno. Per diverso tempo. Nella confusione della appena terminata fase rem penso che abbiamo vinto gli Europei di calcio e io mi sono perso la finale con l’Italia vincitrice. Connetto il cervello, mi ricordo del Covid e del rinvio al 2021, non può essere. Mi rimetto a dormire.
Ore 2.31
Grida. Disperate. Mi sveglio di soprassalto e corro al balcone per capire se intervenire o meno. Sembra stia avvenendo una cosa terribile proprio sotto casa mia. “È dal 2018 che va avanti” sostiene lei. “Ti giuro non è vero” ribatte lui. Lei continua ad accusare, imperterrita. Torno dentro confidando nelle istituzioni. Se hanno sventato pericoli come finti pipistrelli stesi al sole durante il lockdown, sicuramente a breve saranno sotto casa mia a risolvere la situazione. RIentrando noto che i due ragazzi litigano incastrati fra le auto parcheggiate con due ruote sul marciapiede e il mio portone. Nonostante il divieto di sosta e fermata. Ma in città si usa così. Scorgo al termine della strada, all’incrocio, una Golf Gti del 2006 (vi ho già detto che sono appassionato di auto?) parcheggiata ad angolo con tutte e quattro le ruote sul marciapiede. Ammiro la bravura, tanto da credere sia una installazione artistica che non sapevo ci fosse, un prequel di “Trani capitale italiana della cultura del parcheggio”. Controllo su google, non ci sono installazioni artistiche. Rientro e mi rimetto a letto, con le grida.
Ore 2.45
Il sindaco e le istituzioni staranno sventando qualche altro misfatto, perche’ dopo 14 minuti non sono ancora arrivati. La ragazza non demorde, attacca da piu’ mezz’ora il ragazzo dispensatore di corna (sostiene lei), e beve gin tonic per caricare altra adrenalina e minuti da utilizzare per portare lui alla confessione. Lui, che dal timbro vocale e dalle consonanti rallentate credo abbia bevuto qualche gin tonic piu’ di lei, mantiene la linea del “è solo un messaggio, ci siamo sentiti solo qualche volta per l’università. Te lo giuro“. Esco, stanco e ormai sveglio come fosse mezzogiorno, mi schiarisco la voce e suggerisco loro di risolvere la cosa a Forum su Retequattro. Mi prendo un vaffanculo in un dialetto che non conosco, ma riesco nell’intento. Si allontanano litigando. Torno a letto. Provo a dormire.
Ore 3.17
Sei, forse sette scooter. Scimme urlatrici dello zoo di Fasano, credo.
Ore 3.25
Svegliato dalle urla, sento il rumore di un motore che non conosco. Sembra un incrocio fra un Boeing 747 e un autoarticolato Iveco. Non saprei, Oramai sveglio mi affaccio per curiosità. È un Range Rover enorme, nero, che tenta di parcheggiare dentro il portone di fianco al mio. Ci vive un disabile, ma non con la carrozzella, quindi dai, ce la dovrebbe fare. Se lasciano le portiere aperte, uscendo dal portone può passare dal posto guida e passeggero e uscire dall’altro lato.
Ore 3.47
Sirena della Polizia, nel dormiveglia mi sento un po’ newyorkese.
Ore 5.21
Finalmente, riesco a entrare nella fase rem. Inizio a dormire come un ghiro, ma arriva il camion della nettezza urbana. Mi sveglia. È l’alba, termino la serie Netflix che avevo iniziato e dormirò domani notte, fra 18 ore. Buona domenica.
D.F. (lettera firmata) Foto di repertorio
