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Una turista speciale a Trani: il progetto Barbie in town arriva nella nostra città. L'idea è di due giovani pugliesi

La passione per Barbie, Bari e la Puglia. È stato questo il punto di partenza del progetto “Barbie in Town”, nato nel 2017 da un'idea di Gabriele Del Buono, 32 anni, giornalista freelance barese, con l'aiuto di Pietro Milella, 28 anni, laureando in Lettere. I due giovani hanno cercato una brand identity unendo storia, arte e la vivacità della bambola più famosa di sempre. Attraverso l'immediatezza di Instagram e della sua community raccontano nuovi luoghi e realtà della Puglia. E tra le città immortalate c’è anche Trani di cui sono stati valorizzati scorci come il Castello Svevo, la Cattedrale e il porto. Di seguito l’intervista a Gabriele De Buono.

Fino ad oggi quali città avete immortalato con Barbie?

Bari e la sua provincia sono stati il punto di partenza, dalle località di mare come Monopoli e Polignano, a mete turistiche e culturali come Alberobello e Conversano. Dopo una piccola incursione nel Gargano, ci siamo dedicati a Lecce e tutto il Salento. Proprio in queste settimane abbiamo iniziato dalla bellissima Trani per raccontare la BAT e poi ci sposteremo verso Taranto.

Perché Barbie e non un altro soggetto?

Barbie non è solo una bambola, è una vera icona pop che ha attraversato già sei decenni non passando mai di moda. Negli ultimi anni, grazie a una maggiore rappresentazione di etnie, forme fisiche e disabilità, Barbie rappresenta tutti, avvicinando sempre più la sua immagine a quella di una donna comune, pur restando una vera influencer e una travel blogger. Infatti raramente cediamo a lustrini e abiti da sera, la nostra è una vera e propria turista pugliese.

A proposito di Barbie, le acquistate? Avete stretto collaborazioni a riguardo?

È nato tutto collezionando Barbie. Dopo una serie di contest fotografici online e un vero e proprio talent show con Barbie come concorrente, il Dolls Race di Enzo Funaro, abbiamo cercato la dimensione giusta per creare una brand identity forte per il nostro profilo Instagram, dando vita a Barbie in Town. Collaboriamo con tanti igers nella community della bambola più famosa, perché anche in altre parti del mondo Barbie ha un forte impatto sui social e viene utilizzata come modella per raccontare luoghi e mete turistiche.

State continuando a fotografare scorci anche durante il Coronavirus. Pensi che questo possa essere un modo per far allontanare i pensieri e le paure e portare le persone a visitare luoghi spesso sconosciuti?

Solitamente cerchiamo di sfruttare ogni momento libero per nuovi scatti in località pugliesi. Per questo abbiamo sempre una gallery ricca di immagini tra le quali scegliere. Abbiamo scattato molto materiale in estate, anche in previsione di un secondo lockdown, e per evitare di muoverci eccessivamente in questo momento delicato. Il Coronavirus ci aveva un po' messi in standby, ma abbiamo continuato sempre a raccontare la Puglia, anche nel momento più buio. Con le dovute precauzioni e nel rispetto delle norme, mirando al momento quasi esclusivamente a grandi spazi aperti, continua il nostro viaggio con Barbie al nostro fianco. Riteniamo che ora più di prima la gente abbia bisogno di sognare e distrarsi e riconnettersi al proprio territorio, scoprendo anche come valorizzarlo e aiutarlo.

Quali sono le prospettive, anche economiche, del progetto?

È nato tutto per gioco, da qualche scatto per Instagram, diventando pian piano un hobby importante, che ci ruba quasi tutto il tempo libero, associandolo al piacere di viaggiare in Puglia scoprendo angoli nuovi. Ora sta diventando quasi un lavoro, grazie anche alla grande richiesta promozionale di attività locali, eventi, mostre e luoghi di interesse culturale. È iniziata come una collaborazione, ora sono i locali stessi a proporci un compenso. Ora, specie dato il difficile momento economico a causa della pandemia, è forte il desiderio di aiutare la Puglia a non mollare. Più avanti chissà, sarebbe bello trasformarlo in un lavoro a tutti gli effetti.

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