«La costante attenzione, attraverso le opportune richieste di chiarimenti e interventi presso gli uffici ministeriali competenti, ha condotto alla positiva conclusione della vicenda». Così il senatore Dario Damiani, di Forza Italia, che ieri si è recato in visita presso il nuovo padiglione del carcere di Trani. A riceverlo il direttore del penitenziario, Giuseppe Altomare, ed il comandante della Polizia penitenziaria, Vincenzo Paccione.
Come si ricorderà, a partire dal 21 ottobre scorso i detenuti della vecchia Sezione blu, che versava da tempo in inaccettabili condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza, sono stati trasferiti nella nuova ala.
«Il mio interesse per la vicenda dei ritardi burocratici che hanno causato il rinvio del trasferimento di quei detenuti dalla vecchia struttura, oramai priva dei requisiti minimi essenziali di vivibilità, alla nuova, avvenuto finalmente nei giorni scorsi – ha ricordato Damiani -, risale al lontano mese di marzo 2019, con la presentazione di una interrogazione in merito al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, seguita da un sopralluogo nel nuovo edificio, quando ancora non era agibile, lo scorso 12 aprile».
Secondo quanto ha riferito Damiani il nuovo padiglione, denominato Europa, «manca di alcune rifiniture per il suo effettivo completamento, con particolare riferimento a cucina e lavanderia che saranno pronte entro gennaio. Poi ci sono da annettere 400 metri quadrati di aree trattamentali per spazio verde e campo di calcetto».
Il parlamentare si è anche soffermato sul carcere femminile, che «con le sue 31 detenute rappresenta uno spreco anche in quanto fatiscente e inadeguato. C’è il progetto di trasferirlo all’ex caserma agenti del carcere maschile e adesso deve partire la caccia ai finanziamenti. Per questo motivo – conclude Damiani – presenterò una nuova interrogazione anche per la ristrutturazione della Sezione blu».
Damiani, nell’interrogazione dello scorso anno, si era soffermato sui ritardi circa il completamento dei lavori della nuova struttura, che ospiterà fino a 200 detenuti. «Finalmente i detenuti ora sono alloggiati nella nuova sede - dà atto il parlamentare barlettano -, che potrà garantire loro un ambiente dignitoso e condizioni di vivibilità rispettose dei diritti fondamentali della persona. Purtroppo abbiamo dovuto attendere più del previsto per sbloccare la situazione, a causa di ritardi burocratici relativi alla disponibilità patrimoniale della nuova ala nonché ai tempi del collaudo dell'impiantistica, come ebbi modo di evidenziare già all'indomani del mio sopralluogo presso la struttura appena ultimata. Con grande soddisfazione posso dire che è stato quindi scongiurato il pericolo che questa opera pubblica, necessaria più che mai, restasse incompiuta e abbandonata, come tante volte accade per ragioni incomprensibili».
Il nuovo padiglione avrebbe dovuto aprire lo scorso 1mo ottobre ma poi, dopo una protesta congiunta di tutte le sigle sindacali e, soprattutto, l'impegno profuso dalla senatrice Bruna Piarulli, direttore in aspettativa delle case di reclusione di Trani, il Governo e l'Amministrazione penitenziaria avevano cambiato il tiro a seguito delle legittime censure. Si contestava, infatti, proprio la mancata contestuale chiusura della Blu, ormai del tutto fuori dei tempi, l'utilizzo parziale della nuova ed il mancato incremento delle unità di Polizia penitenziaria per coprire entrambe.
Peraltro, il nuovo padiglione aveva bisogno solo di pochi accorgimenti per entrare in funzione a pieno regime e così, preso atto del complesso scenario, gli organi competenti avevano disposto non solo lo slittamento dell'apertura al 21 ottobre, ma anche il cambio di programma chiudendo la Blu (che sarà ristrutturata nel 2021) trasferendo contestualmente al nuovo padiglione i reclusi interessati e, per la parte restante, detenuti provenienti da altri istituti penali.




