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Con il nuovo dpcm per i bar solo asporto e domicilio. Rita del Caffè Diem: «Per noi grande frustrazione»

Il Dpcm del 3 Novembre firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e che è entrato in vigore ieri, venerdì 6 Novembre, è l'ultima delle misure emanate dal Governo per contrastare la diffusione del Virus che da Marzo, ormai, stiamo combattendo.

In Puglia, identificata come “zona arancione” insieme alla regione Sicilia, diverse sono le misure restrittive adottate tra cui quella che prevede la sospensione dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie) 7 giorni su 7 ma con la possibilità di esercitare il servizio d'asporto entro le ore 22 e quello di consegna a domicilio senza limitazioni (naturalmente nel rispetto delle norme igienico-sanitarie).

Si può immaginare il malcontento e la rabbia dei titolari di queste attività, di chi ha operato nell’incertezza fino ad oggi e che ora non ha più la certezza di poter garantire uno stipendio ai propri dipendenti o il pagamento delle tasse.

Ieri mattina abbiamo intervistato Rita Russo, giovane titolare del Bar Caffè Diem sito in Via Grecia che ha alzato la serranda della sua attività consapevole che gli affari non sarebbero andati a gonfie vele: «Mi aspettavo che sarebbero state adottate delle misure ancor più restrittive ma è stato, ad ogni modo, causa di grande frustrazione. Per una come me, abituata a regalare ai miei clienti al bancone un sorriso, seppur nascosto dalla mascherina, dover rinunciare a queste piccole cose è un colpo al cuore!».

La situazione, per la titolare del Caffè Diem, si fa ancor più delicata poiché gran parte dei suoi affari sono dettati dalla presenza in zona di numerose scuole, elementari e superiori, chiuse per via dell’ordinanza emanata dal Presidente di Regione Michele Emiliano.

Sulla questione delle spese dei commercianti, che molti oggi reputano vane, per far sì che il locale risultasse a norma, Rita commenta: «Da cittadini e da esercenti abbiamo sempre rispettato e fatto rispettare le norme. Naturalmente, ora, mi rimane dell'amaro in bocca ma mi consola sapere che queste restrizioni hanno come obiettivo quello di far sì che tutti noi possiamo tornare alla normalità a cui eravamo abituati».

«Le ripercussioni ci sono già e sono evidenti - conclude -. Spero solo che il Governo non dimentichi di tendere una mano verso la mia categoria, tediata dai numerosi decreti ministeriali che, di volta in volta, hanno stravolto il quotidiano di noi baristi, ristoratori, pasticceri e gelatai. Più di una volta siamo tornati a casa con un incasso insufficiente persino a coprire le normali spese che regolarmente affrontiamo».

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