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Coronavirus, i consiglieri provinciali del centrodestra chiedono di utilizzare anche l'ex ospedale di Trani

La situazione epidemiologica e sanitaria nella Provincia di Barletta Andria Trani è drammatica. Lo dicono i numeri, a partire da quelli relativi ai contagi in costante aumento, lo testimoniano gli accessi giornalieri ai pronto soccorso, moltiplicatisi in seguito alla rapida espansione del virus, ma soprattutto lo acclarano i medici con accorati appellial Governo per ottenere misure più restrittive e contenere il diffondersi del virus. Un virus che ha messo a nudo tutte le criticità del sistema sanitario regionale e che ha evidenziato le carenze relative alla mancanza di posti letto e di personale sanitario,l’urgenza di attivare presidi di medicina territoriale e di potenziare la dotazione di ambulanze e il sistema del 118, che nella nostra Regione si regge solo grazie all’ausilio dei volontari.

Evidentemente non era vero che eravamo pronti ad un eventuale e prevedibile seconda ondata, ma adesso non è tempo di campagna elettorale. Le responsabilità prima o poi verranno fuori. Adesso è il momento di mettere in campo un’azione strategica e sinergica e un impiego di risorse umane ed economiche per fronteggiare l’emergenza.

Adesso è il momento della responsabilità e dell’azione concreta da parte di chi governa la nostra Regione.  Ci sono dieci Comuni e 400mila abitanti che vogliono risposte chiare e  tempestive dai loro rappresentanti istituzionali e in primis dai chi è stato delegato a occupare posizioni di potere nelle stanze dei bottoni della Regione Puglia.

E’ inaccettabile  sapere che quando un Sindaco, nello specifico quello di Barletta in qualità di Presidente della Conferenza dei Sindaci della Asl Bat, si attiva convocando una riunione urgente e invitando i massimi esponenti politici per discutere di problemi sanitari e dello stato dell’arte dell’organizzazione anticovid, la risposta sia l’assenza dei vertici della Regione Puglia e nello specifico dell’Assessore alla Sanità Lopalco.

Disertare un incontro di tale importanza, oltre che istituzionalmente inaccettabile,  significa abbandonare un territorio al suo destino. Un Assessore alla Sanità che ha deposto l’ascia di guerra ancor prima di iniziare, ma continuando le sue comparsate in televisione con affermazioni imbarazzanti e dichiarazioni al limite dell’inverosimile.

Un territorio da anni martoriato per la cronica carenza di servizi sanitari. Una provincia che era ed è la cenerentola di Puglia per livelli essenziali di assistenza, che ha meno posti letto per abitante di quelli a cui avrebbe diritto e che oggi si trova nel pieno di un’emergenza sanitaria con strutture ospedaliere al collasso e in balia dello tzunami Covid a causa di una superficiale organizzazione delle misure di contrasto, diversamente da quanto annunciato ad agosto e settembre con toni rassicuranti dal Presidente Emiliano e dai suoi fedelissimi.

Trasformare il presidio Ospedaliero di Barletta in Ospedale Covid è una scelta politica che qualcuno ha preso nell’ agosto scorso condividendo e approvando il  Regolamento regionale n. 14/2020  sul  “Potenziamento della rete ospedaliera, in attuazione del Decreto Legge n. 34 del 2020, prevedendo l’incremento dei posti letto di Terapia intensiva e semintensiva. Nessuno ha però pensato che il risultato sarebbe stato quello di sottrarre posti letto del nosocomio barlettano ad altre specialità e soprattutto ha dimenticato che il nostro territorio vanta ancora strutture ospedaliere come quella di Trani in primi che, seppur anch’essa priva di pronto soccorso,sarebbe stata la scelta ideale e avrebbe ridato dignità a un Ospedale ancora funzionale alla causa sanitaria nel nostro territorio. Invece sentiamo proposte di un ministro del nostro territorio, l’Onorevole Boccia, che ricerca strutture alberghiere da adibire a “Covid Hotel”.

Chiediamo allora quale visione c’è dietro scelte illogiche e senza criterio in previsione di una seconda emergenza Covid ormai purtroppo in corso. La nostra Provincia ha al momento un solo ospedale di riferimento, ossia quello di Andria, che deve far fronte con grande affanno a tutte le altre patologie.

Chiediamo perché solo il 22 ottobre scorso con proprio decreto n.398 il Presidente Emiliano ha provveduto alla Nomina dei soggetti attuatori del Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, di cui all’articolo 2 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34. Perché tanto ritardo e tanta superficialità, ma soprattutto tanto imbarazzante silenzio da parte di chi dovrebbe fare gli interessi del nostro territorio e rivendicare in Regione i nostri diritti.

I Consiglieri Provinciali “Insieme per la Bat” Luigi Antonucci Pasquale de Toma Giuseppe Di Paola Massimiliano Bevilacqua

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