«Accendere o spegnere? Illuminare o no? Riscaldare emotivamente con addobbi e luci il Natale, ovvero scegliere l'austerità in favore della solidarietà?
La questione sta già dividendo la cittadinanza, tra chi ritiene che sia giusto evitare sprechi di denaro pubblico per attività giudicate effimere in questo particolare momento storico, e chi invece auspica di trovare per strade e piazze almeno quei minimi segni di una festa che sollevino il morale in questa fase così difficile.
E l'interrogativo si avverte anche a livello politico istituzionale, soprattutto all'indomani delle dichiarazioni con cui sindaco, Amedeo Bottaro, durante Appuntamento con Trani, su Radio Bombo, ha lasciato intendere che i segni del Natale in città, nonostante l'emergenza sanitaria, ci saranno tutti: «Addobberemo e illumineremo la città come merita - aveva dichiarato sabato scorso il primo cittadino -, soprattutto in questo momento così difficile, ma di certo nessuno dovrà approfittare di ciò e saremo assolutamente inflessibili nei confronti di chi dovesse violare le norme assembrandosi intorno ad alberi i presepi».
Nella sua maggioranza, però, c'è chi la pensa in altro modo. Infatti, il consigliere comunale della lista Con, Claudio Biancolillo, si è fatto portavoce di una proposta che sembra andare in direzione diametralmente opposta: «Sarebbe opportuno destinare le risorse che erano state previste per l’allestimento delle luminarie artistiche nel periodo natalizio alle famiglie in maggiore difficoltà. Tale iniziativa andrebbe in direzione del contrasto alla povertà e servirebbe anche a sostenere il commercio locale. Infatti - prosegue - i buoni potranno essere utilizzati nei negozi di tutta la città, inclusi ristoranti, pasticcerie, bar e attività di somministrazione. Si potranno acquistare vestiti, giocattoli e piccoli oggetti utili a rendere un po’ più piacevole un periodo di festa che ricade in un momento storico difficile. Sarebbe bello - conclude - se riuscissimo a realizzare anche noi, a Trani, questa lodevole iniziativa prendendo esempio dalle amministrazioni, per esempio, di Taranto e Mesagne».
Ed in questo solco, raccogliendo idealmente la proposta di Biancolillo, ma specificatamente rivolgendosi al settore non alimentare, si sono già mosse le associazioni di categoria dei commercianti Cna, Confesercenti e Confcommercio. «Ridurre i fondi eventualmente previsti dall'amministrazione comunale per il Natale - scrivono i rispettivi segretari, Michele De Marinis, Mario landriscina e Mino Acquaviva - e destinare il risparmio in buoni spesa alle famiglie bisognose, per acquisti e regali in esercizi non alimentari e artigianali presenti in tutta la città. La pandemia - spiegano - ha aggravato la condizione economica di molti nuclei e delle persone sole. Si intende dare la possibilità ai beneficiari di spendere i buoni nei negozi non alimentari e artigianali che aderiranno all’iniziativa, sostenendo così anche l’economia locale. Si tratterebbe - continuano - di un'azione in grado di apportare effetti benefici economici e sociali: infatti da una parte si incentiverebbe l'acquisto locale e si andrebbero a favorire le entrate dei nostri commercianti e artigiani; dall'altra si fornirebbe un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà. In sostanza si tornerebbe a fare circolare l'economia cittadina in un momento di emergenza».
