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Trani, scuola Papa Giovanni XXIII: ristrutturarla oppure demolirla e ricostruirla? Affidate le indagini diagnostiche per 43mila euro

Sarà lo studio professionale Ppv consulting, di Palmisano Perilli, ad eseguire le indagini diagnostiche sulla vulnerabilità sismica della scuola primaria Papa Giovanni XXIII, chiusa dal 10 marzo 2019 per pericolo di crollo.

Il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha determinato un impegno di spesa di 43.000 euro, Iva compresa per l'affidamento di un incarico fra cinque operatori abilitati alla categoria dei servizi di valutazione della conformità in possesso dei requisiti previsti dal bando emanato: lo studio Perilli ha proposito il miglior ribasso e pertanto l'ente ha affidato ad esso le previste indagini.

La precedente indagine che portò il sindaco, Amedeo Bottaro, ad emanare l'ordinanza di chiusura del plesso, fu a cura dell'ingegner Domenico Vaccanio. «Si configura un “particolare elemento di rischio”, che implica l’urgenza di interventi di miglioramento e/o adeguamento sismico», scriveva il professionista nelle conclusioni della sua relazione di oltre 500 pagine.

La sua verifica tecnica della sicurezza strutturale e analisi della vulnerabilità sismica dell'edificio scolastico, di proprietà comunale, ha confermato le criticità ipotizzate alla base della chiusura precauzionale del plesso, avvenuta con ordinanza sindacale lo scorso 10 marzo.

Le conclusioni del rapporto, racchiuse in quattro punti, sono altrettanto chiare: «È stato riscontrato un generalizzato livello di degrado, in stato avanzato, a carico di alcuni elementi strutturali del piano seminterrato, con particolare riferimento ad alcuni pilastri; la resistenza a compressione di alcuni elementi strutturali (pilastri), valutata in maniera diretta, mediante prove di laboratorio ed in ottemperanza alla normativa, si è attestata su valori “non compatibili” a quelli impiegati per i materiali con scopi strutturali; la struttura appare non possedere sufficienti risorse di resistenza ai soli carichi gravitazionali e pertanto risultano, ai sensi della normativa vigente, necessari ed improcrastinabili provvedimenti di rinforzo strutturale; l’analisi sismica ha evidenziato che per tutte le combinazioni considerate, l’edificio ha scarse risorse plastiche e il grado di vulnerabilità della struttura, determinato con il cosiddetto “tempo di intervento” (tempo entro il quale attivare le misure tali per porre rimedio all’inadeguatezza della struttura alle azioni sismiche) è inferiore a 2 anni».

Il Comune, dunque, sembra avere rispettato quel limite affidando questo nuovo incarico di progettazione, per conoscere che tipo di lavori realizzare e se questi dovranno essere di consolidamento dell'edificio esistente, ovvero demolizione e ricostruzione per realizzare una "nuova" Papa Giovanni.

Del'argomento si è parlato nel corso degli interventi preliminari dell'ultimo consiglio comunale. Lo ha fatto il consigliere di minoranza Tommaso Laurora (Italia in comune), evidenziando che «la Papa Giovanni è chiusa da due anni e nulla è cambiato: oggi ci troviamo con due anni persi ed altri 40.000 euro spesi per individuare un nuovo soggetto che, con molta probabilità, ci dirà le stesse cose che abbiamo sentito anni fa. Con quelle somme avremmo potuto e dovuto verificare lo stato dell’Orazio Palumbo».

«L'incarico affidato è diverso da quello precedente - ha risposto Bottaro - e proprio da quello muove: ci permetterà di valutare se la scuola andrà ristrutturata o demolita e ricostruita. Lo sapremo entro fine anno».


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