Il contenitore già c'è ed è pronto per essere ristrutturato. Il contenuto è scritto solo sulla carta, ma manca ancora il finanziamento per farlo funzionare: il primo, tentativo, infatti, è andato a vuoto con la mancata ammissione.
Il riferimento è all'ex conservatorio San Lorenzo, in via Nigrò, che il Comune di Trani ha recentemente affidato con lo strumento del Regolamento dei beni condivisi alle associazioni Legambiente e Arci, per la realizzazione di un centro culturale e sociale all'interno di esso.
In particolare si punta a realizzare un programma, dal titolo "Many voices one song", progettato dalle stesse due associazioni e molte altre del terzo settore: Anima Terrae; Teatri di pace; Boaonda; Il colore degli anni; Promozione sociale e solidarietà; Trip Lab; Marluna teatro; Questa città; Campo dei Miracoli; Società Dante Alighieri.
Il Comune di Trani aveva già provato a candidare il loro progetto ad un bando governativo del 2018, ma in quella occasione il progetto non è stato ammesso. Adesso, pertanto, il dirigente dell'Area ufficio di piano di zona, Alessandro Attolico, lo ha riproposto per una candidatura al Programma operativo regionale Puglia 2014-2020, per la creazione di hub di innovazione sociale.
Obiettivo, «promuovere lo sviluppo di nuove aree di produzione di beni e servizi - si legge nel provvedimento -, capaci di fornire risposte innovative a bisogni sociali diffusi e nuovi delle persone, famiglie e comunità, nonché sostenere la crescita delle imprese profit e no profit operanti in diversi settori di attività economica, tenendo fede ai principi di equità, sostenibilità ambientale e pari opportunità».
La misura identifica negli hub di innovazione sociale luoghi fisici caratterizzati dai seguenti elementi: consentire uno scambio neutrale di informazioni tra attori diversi che normalmente frequentano luoghi non interconnessi; perseguire una missione il più possibile chiara, precisa e condivisa; fare coesistere logiche profit e no profit perché, se l’aspetto economico è di primaria importanza, esso deve andare di pari passo con quello sociale, alleando i diversi utenti; radicarsi nell’ecosistema di riferimento perché lo spazio di innovazione crea e/o rafforza una comunità di pratiche trasversali utili alla creazione o raffinamento dei prodotti e servizi che lo spazio è chiamato a realizzare».
Intanto, per rimettere a posto i locali dell'ex conservatorio San Lorenzo, sarà necessario spendere poco più di 21.000 euro. Arci e Legambiente sono disposte a farsi carico dell'investimento, ma in cambio hanno chiesto al Comune di Trani di concederlo loro in uso per un ragionevole numero di anni, durante i quali il progetto proposto dovrebbe prendere forma e dare i suoi frutti.
La giunta comunale già a febbraio 2019 aveva approvato la concessione dell'immobile per nove anni (più altri eventuali nove) in favore dei due soggetti nell'ambito della cosiddetta «Gestione dei beni condivisi».
Quella di via Nigrò, peraltro, rappresenta una delle scommesse più importanti, anche perché permetterebbe di voltare pagina rispetto ad un pressoché fallimentare, recente progetto di rilancio della stessa sede attraverso l'inaugurazione di un centro giovanile, intitolato «You and me», che ebbe breve vita e sarebbe risultato, di fatto, una meteora nel panorama culturale tranese degli ultimi anni.
Attualmente i locali versano in avanzato stato di abbandono e le maggiori criticità sono le seguenti: gli ingressi sono stati murati da aprile 2016, dopo alcuni tentativi di occupazione da parte di abusivi; risultano chiari segni di effrazione ai danni di una finestra, mentre la struttura è stata danneggiata da atti vandalici in vari punti; la muratura in cartongesso è fortemente compromessa; si evidenziano danni anche ai supporti per l'illuminazione; in più punti ci sono pure danneggiamenti all'intonaco ed alla verniciatura muraria, causati da probabile risalite di umidità; in più punti la pavimentazione risulta ricoperta di escrementi di animali, probabilmente filtrati attraverso la finestra danneggiata; non si è potuto verificare lo stato degli impianti elettrico, idrico e fognario.
