Manca soltanto l'emanazione della gara per i lavori e poi l'impianto di trasformazione dei reflui del depuratore comunale a fini irrigui potrà finalmente prendere forma.
L'ultimo passaggio amministrativo, prima di pubblicare la procedura ad evidenza pubblica, è stato quello di individuare l'affidatario dell'incarico di supporto al responsabile unico del procedimento per l'attività autorizzativa del progetto e, appunto, la procedura di gara per il riutilizzo a fini irrigui delle acque reflue affinate licenziate dal depuratore a servizio dell'abitato di Trani.
Il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, lo ha individuato nello studio di Antonio Fusinato, con sede a Martina Franca, per un importo complessivo di poco meno di 11.000 euro, essendo già affidatario di un servizio triennale di supporto al responsabile del procedimento per la fase di affidamento ed esecuzione di appalti pubblici. Lo studio Fusinato, dunque, affiancherà il Rup, Rosario Sarcinelli, per la definizione del bando di gara.
Nel frattempo sono già stati definiti il progetto esecutivo - Lo studio Romanazzi-Boscia e associati, di Bari - ed il soggetto - il Consorzio agricoltori tranesi - che si occuperà della gestione dell'impianto. Com'è noto, il Comune di Trani è stato beneficiario di un robusto finanziamento da parte della Regione Puglia, per 6.910.000 euro, grazie soprattutto all'impegno profuso dall'ex consigliere ed assessore regionale all'ambiente, Mimmo Santorsola, ed al suo omologo comunale dell'epoca, Michele di Gregorio.
