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Estirpati 240 alberi di ulivo, il comitato Bene comune: «Crimine che nessuna ragione può giustificare»

240 alberi di ulivi sono stati estirpati in questi giorni a Trani, sulla strada che collega Trani a Barletta, per fare spazio alla realizzazione di un piazzale da destinare a deposito di materiali per l’azienda che ne ha fatto richiesta.

Un atto compiuto nel silenzio del comune che, nei 30 giorni dalla presentazione della segnalazione certificata di inizio attività da parte della suddetta azienda, non ha espresso alcuna comunicazione contraria, lasciando dunque che la Regione desse l’autorizzazione all’estirpazione sulla base del presupposto che gli ulivi in questione non avrebbero il carattere di monumentalità a cui la legge regionale accorda tutela.

Noi però non possiamo fare a meno di chiederci se, a prescindere dalla monumentalità o meno degli ulivi, sia giusto e opportuno distruggere un pezzo di patrimonio così prezioso per la tutela ambientale, ecologica e di salute, per fare spazio ad ulteriore cemento che già così tanto soffoca le nostre città.

Non si fa che parlare ormai da tempo della necessità di contrastare i cambiamenti climatici, il consumo di suolo e l’inquinamento; di andare insomma verso una vera e propria conversione ecologica che tuteli non solo la nostra salute ma la stessa sopravvivenza del pianeta.

Ed è noto quanto il verde e gli alberi siano importanti nell’equilibrio dell’ecosistema. Gli alberi assorbono Co2 mitigando così l’effetto serra, catturano polveri sottili ed eliminano smog svolgendo dunque una funzione di depurazione naturale dell’aria, contribuiscono a migliorare il microclima contenendo l’aumento delle temperature d’estate e mitigando i venti più freddi d’inverno, proteggono il suolo, preservano la biodiversità ed altro ancora.

Si dovrebbero piantare tanti alberi dunque. E se abbatterne uno è un peccato, abbatterne 240 è un crimine che nessuna ragione, neanche di carattere economico, può giustificare.

Dov’è l’amministrazione che ha proclamato nelle sue linee programmatiche di voler promuovere una trasformazione della nostra città nel solco della c.d. "Ecologia urbana”, di fronte a questo attentato ecologico? E dove sono i consiglieri di maggioranza e di opposizione che le hanno approvate?

Il silenzio delle istituzioni cittadine di fronte a questo scempio ci indigna e ci addolora.

Antonio Carrabba (presidente Comitato bene comune)


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