«Non resta che demolirla». Così Vito Branà, ex candidato sindaco ed oggi consigliere comunale del Movimento 5 stelle, intervenendo sullo stato in cui è ridotta la scuola materna ed elementare Papa Giovanni XXIII, nella omonima via.
Dall'altro ieri circolano le foto di uno stato di pressoché totale distruzione di quello stabile, chiuso dallo scorso 9 marzo 2019 per pericolo di crollo. Ciononostante, qualcuno ha avuto modo di accedere all'interno ed asportare quasi tutto quello che vi era nella disponibilità, dai termosifoni ai servizi igienici, dalle suppellettili alle caldaie. In ogni caso, sul retro della scuola vi è un ammasso di ferraglia ed all'interno un cumulo di rovine.
Il Comune di Trani ha recentemente affidato un doppio incarico per uno studio diagnostico ed esecuzione delle relative analisi, dalle quali si possa stabilire se sia più opportuno ristrutturare l'edificio esistente oppure demolirlo e ricostruirne uno completamente nuovo.
Per Branà non ci sono più dubbi sul fatto che l'opzione debba essere la seconda, ed il consigliere pentastellato lo afferma con il dolori dentro di sé poiché è proprio un residente di quel quartiere e suo figlio frequentava quella scuola prima della diaspora degli alunni verso le sedi alternative, individuate in via Grecia, per la materna, e via Stendardi, per la primaria.
«Due anni fa mio figlio Sebastian varcava per la prima volta la scuola Papa Giovanni - ricorda Branà -. Ogni tanto, quando ci addormentiamo insieme, mi chiede: "Papà quando ritornerò alla scuola Papa Giovanni?". Ed io gli rispondo sempre: "Un po' di pazienza, la sistemeranno e ci tornerai". Tuttavia, dopo avere visto le foto mi è venuto un colpo al cuore e ho pensato che la prossima volta gli dirò: "Tienila nei tuoi ricordi e nel tuo cuore, perché la scuola Papa Giovanni non c' è più. Provo vergogna per quello che è successo e in parte mi sento responsabile di come la politica, in alcuni casi, sia lassista e superficiale su alcuni temi che sono vitali per il futuro dei nostri figli».
Nel frattempo Branà si dice certo del fatto che quanto accaduto «non sia soltanto l'effetto di una notte di saccheggio, ma sia avvenuto per un lungo arco di tempo senza che alcuno facesse nulla per impedirlo». E chiarisce che «questo sarà l'oggetto principale di una interrogazione che presenterò nelle prossime ore all'amministrazione comunale».
Intanto l'assessore all'attuazione del programma, Carlo Laurora, fa sapere che, "per quanto riguarda la scuola Papa Giovanni XXIII , dopo aver trovato dignitosa sistemazione alla famiglia che ne occupava abusivamente gli spazi, partono senza alcun indugio i lavori di messa in sicurezza, bonifica e relativo sbarramento degli accessi".
