Alla fine sarà retromarcia. Infatti oggi, venerdì 22 gennaio, in occasione dell'udienza preliminare del procedimento «Chiavi della città» - che ipotizza intrecci fra calcio e politica e vede imputato anche il sindaco, Amedeo Bottaro -, il Comune di Trani non si costituirà parte civile contro gli imputati e quindi contro il suo stesso rappresentante legale: motivo, non vi sarebbero i presupposti procedurali per farlo.
È quanto emergerebbe dal parere rilasciato dall'avvocato Giuseppe Renato Cioce, cui il segretario generale, Angelo Lazzaro, aveva conferito l'incarico di difendere il Comune su indirizzo espresso dal vice sindaco, Fabrizio Ferrante, cui il Tribunale aveva notificato la fissazione dell'udienza.
La costituzione parte civile non sarebbe possibile sia per il rapporto fiduciario che intercorre tra sindaco e vice sindaco, sia per inesistenza dei poteri in seno a quest'ultimo. Il Comune valuterà, tramite una figura terza, la costituzione nel processo ovvero l'azione civile all'esito della sentenza, con denuncia anche alla Corte dei conti, per il danno d'immagine procurato dagli eventuali responsabili.
