L'incasso dalle sanzioni della Polizia locale nel corso del 2020 ammonta a 929.000 euro su un accertato di 2.128.000 euro, contro 1.300.000 euro (a fronte di 2.220.000 euro accertati) del 2019. L'incassato reale per cassa (dal 1mo gennaio al 31 dicembre 2020, quindi anche tenendo conto di verbali degli anni precedenti) è stato di 1.060.000 euro, esclusa la quota spese di 181.500 euro. Questi i dati ufficiali a margine del rilascio del report dell'attività del Corpo nell'anno appena trascorso.
All'interno della voce «verbali», che è certamente quella che più spicca nel report annuale dei vigili urbani, vanno considerati dati particolarmente interessanti, che denotano almeno in parte un cambiamento delle abitudini da parte degli automobilisti con riferimento al modo in cui affrontano gli strumenti elettronici di controllo delle infrazioni.
Per esempio, si sono pressoché dimezzati i verbali accertati con gli strumenti automatici denominati «photored», che nel 2019 erano stati 7.717 mentre nel 2020 sono scesi a 4.117. Anche questo numero tiene conto della ridotta circolazione di veicoli in città, ma è pur vero che ormai gli utenti conoscono bene i quattro incroci semaforici presso i quali, passando con il rosso, il photored non perdona.
La minore circolazione di veicoli, al contrario, appare addirittura un'aggravante nei confronti di chi è stato sanzionato per mezzo dei varchi elettronici presso le zone a traffico limitato: lo scorso anno erano stati 3.951, mentre nel 2020 sono saliti a 7.937. Anche in questo caso dovrebbe valere la considerazione per cui in città sono circolati meno veicoli, ma evidentemente ai varchi elettronici si presta meno attenzione poiché non c'è un semaforo che blocca l'automobilista, non si tiene conto della segnaletica verticale fissa e troppe volte si ignora persino il display con su scritto «Ztl attiva»: da qui il sorprendente aumento delle infrazioni per passaggio con i varchi attivi.
Si sono invece ridotte quelle a seguito di accertamenti degli ausiliari della sosta, che nel 2019 erano state 6.063 e nel 2020 sono scesa 3.272. Qui il problema è legato non solo alla limitata circolazione dei veicoli, ma anche ai turni ridotti degli stessi ausiliari, i quali durante la pandemia sono rimasti in molti casi fermi oppure hanno osservato turni di lavoro limitati a causa delle ristrettezze dei vari Dpcm.
Di certo è fisiologico un calo delle sanzioni per veicoli parcheggiati fra le strisce blu senza titolo di sosta, poiché la minore presenza di veicoli in città ha fatto evidentemente calare anche il numero delle sanzioni. A maggior ragione, perciò, il numero di quelle elevate appare di tutto rispetto e va tenuto debitamente in conto nel confronto tecnico e politico sul futuro project financing della sosta a pagamento, prima di incorrere in eventuali salti nel buio.
Sono invece aumentati i verbali legati alla sosta irregolare, vale a dire veicoli fermi su strisce pedonali, in doppia fila, nei pressi di curve o davanti a scivoli e passi carrabili: sono saliti a 4.638, contro i 3.512 dell'anno precedente ed in questo caso i notificatori sono proprio i vigili.
Fra le altre voci di rilievo, il numero dei verbali pagati pari a 13.900, in calo rispetto al 2019 quando erano stati 14.636. Anche in questo caso, però, la pandemia ha una stretta correlazione con il decremento poiché in tanti, in conseguenza della crisi economica che ne è seguita, non hanno potuto permettersi di pagare neanche le infrazioni in uno scenario particolarmente complicato.
