La nostra azienda Amiu spa era sull'orlo del baratro e ora è un'azienda solida e sana che guarda al futuro con ottimismo grazie ad una politica aziendale seria che ha anteposto gli interessi aziendali a quelli personali. Ed oggi noi tutti guardiamo al futuro di Amiu con grande ottimismo. Non a caso si raggiungono risultati aziendali di questo tipo. Oggi Amiu è azienda leader nel nostro territorio e non solo.
Amet spa invece con oltre 100 anni di storia oggi è prigioniera dei suoi privilegi. Un'azienda prigioniera dei poteri forti che la governano. Prigioniera di metodi e di approcci tipici di una politica aziendale e sindacale tesa a tutelare interessi di pochi, sempre gli stessi, figlia di una politica oramai superata dai tempi e dalle leggi. Vittima di coloro i quali da semplici dipendenti determinano gli equilibri. È vittima di coloro i quali, pur essendo dipendenti, assunti negli anni passati senza concorso, ora determinano gli equilibri continuano a condizionare l'azienda, senza voler guardare al futuro. Loro vivono nel passato. Loro forse sono il passato. Loro sono proiettati a difendere i propri interessi pur se legittimi. Pochi sindacati si sono preoccupati del futuro dell'azienda, dei dipendenti della darsena o più in genere dell'azienda mentre gli altri sono ancorati ai propri interessi. Amet è bloccata, è ferma, è prigioniera.
È vittima del sistema interno, è vittima di un CdA debole, incapace di scardinare centri di potere legittimi e posizioni oramai consolidate. "Io li ho i miei interessi": questa è la frase tipica di chi vuole continuare a coltivare il proprio orticello. È giunto il momento di liberare l'azienda: il prossimo CDA deve vincere queste sfide, deve finalmente lavorare per progettare il futuro e proiettare Amet nel futuro, altrimenti possiamo anche definitivamente dichiarare la morte di Amet SpA. L'amministratore Bottaro guarda al futuro di Amet, mentre altri guardano al passato.
Beppe Corrado, consigliere comunale
