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Giorno della memoria, i racconti del professor Di Cuonzo ai bambini della scuola D'Annunzio

Non è possibile affrontare il tema della Shoah senza provare a dar voce a chi ha attivamente ed energicamente lavorato per veder assegnato un riconoscimento legale alla Giornata della Memoria, arrivato solo con la Legge 211 del 20 luglio 2000. Ma che significa “fare Memoria”? A spiegarlo alle alunne ed agli alunni del 3^ Circolo “G.D’Annunzio” una persona altamente qualificata, il Prof.Luigi Di Cuonzo, responsabile dell’Archivio della Resistenza e della Memoria di Barletta. Con competenza e passione ha saputo condurre le bambine ed i bambini a comprendere il bisogno che abbiamo di “fare creativamente Memoria”, con spirito critico, per mettere nella vita un tassello nuovo proiettato verso il Futuro. Conoscere ed interpretare il passato, dunque, per operare nell’oggi e progettare il domani, porre delle tracce da cui far scaturire l’azione.

Ma la Memoria, per esistere, necessita della Storia, della conoscenza dei fatti, dell’analisi delle fonti, dei documenti e delle testimonianze, della ricostruzione dell’ atroce piano messo in atto dai nazisti e dai fascisti volto ad utilizzare strumenti feroci per progettare una guerra di eliminazione di una razza da loro ritenuta inferiore ed incapace. Un obiettivo che non si è realizzato certo dall’oggi al domani, bensì un lungo processo attuato con crudeltà, già a partire dall’eliminazione dei disabili che prese subito piede in Germania, con il supporto di medici specialisti che avallavano ed alimentavano il meccanismo contro la diversità. Con una progressione guidata da una lucida follia, il 7 aprile del 1933 il Terzo Reich emanò le leggi razziali, Hitler diede vita ad un programma puntuale finalizzato a colpire gli ebrei sotto tutti gli aspetti, mirando ad annientare la loro anima e la loro dignità più profonda. E nel 1938 toccò all’Italia.

Giungono al cuore i racconti del Prof.Di Cuonzo, il quale ha spiegato ai bambini come la Shoah sia un buco nero della storia del Novecento, un buco nero in cui vi sono storie umane e voci che ancora non hanno visto la luce. Un periodo che ha profondi legami anche con la nostra Terra di Puglia come documentato dal Prof. Francesco Terzulli nel libro “Una stella fra i trulli”. E proprio nell’intento di portare un po’ di luce, dal 2004 il Prof. Di Cuonzo ha profuso il suo impegno mettendosi a disposizione della Comunità per costruire una Memoria pubblica, lui che si considera agevolato per aver conosciuto Shlomo Venezia che, dopo un'infanzia trascorsa nel quartiere ebraico di Salonicco, orfano di padre a 12 anni, nel 1944 fu deportato ed assegnato al campo di Auschwitz-Birkenau, dove perse subito sua madre e due sorelle, avviate alle camere a gas. Durante la prigionia Shlomo Venezia fu obbligato a lavorare nei  Sonderkommando, squadre destinate alle operazioni di smaltimento e cremazione dei corpi dei deportati.

Una vera e propria didattica della Memoria occorre, dunque, che vede la scuola impegnata in prima linea anche per coltivare l'emotività della conoscenza. Un grande ed arricchente contributo quello del Prof.Luigi di Cuonzo che con generosità si è messo a disposizione complimentandosi anche con la scelta dell’Amministrazione tranese di conferire la cittadinanza onoraria alla Senatrice
Liliana Segre ed a Ugo Foà. Un sentito ringraziamento va al Prof. Di Cuonzo da parte delle docenti, delle bambine e dei bambini del 3° Circolo Didattico G.D’Annunzio e del dirigente Salvatore Citino.


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