ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Sanità, la riflessione di Antonio Carrabba: «Equiparare contrattualmente quella pubblica e quella privata»

La pandemia COVID19 ha fatto emergere una verità non confutabile: c’è bisogno di una diversa gestione del Servizio Sanitario Nazionale ridimensionando la privatizzazione dilagante. Nei sistemi capitalisti è legittimo fare della salute una opportunità di profitto, ma sicuramente non è ETICO! Soprattutto la sanità privata, che ha pure diritto di esistere in un sistema capitalistico non
dovrebbe essere finanziata dallo Stato attraverso le convenzioni; sanità privata convenzionata che peraltro lascia alla sanità pubblica, bontà sua, quei servizi non remunerativi, quali ad esempio terapie intensive e chirurgia d’urgenza.

Sarebbe Etico, costituzionalmente doveroso che le risorse finanziarie che finiscono alla sanità privata fossero destinate al miglioramento e al potenziamento dei servizi e delle prestazioni della sanità pubblica. La sanità pubblica sarebbe così veramente competitiva con la sanità privata finanziata solamente dalla proprietà; la qual cosa, come è normale che sia in un sistema liberale basato sull’economia di mercato, porterebbe ad un generalizzato miglioramento della qualità delle prestazioni e dei servizi offerti.
È cosa risaputa che molti medici abbandonano la sanità pubblica per quella privata, dove vengono pagati a prestazioni per guadagnare di più forse lavorando anche di più; allora perché non equiparare contrattualmente le due sanità, mettendo anche la medicina di base a dipendenza piuttosto che in convenzione?

E, cosa dire di tutto il personale sanitario “non medico” che nella sanità privata ha una remunerazione inferiore a quello del pubblico e forse con meno diritti e meno garanzie? Ecco emergere anche nella sanità privata la piaga della contrapposizione sempre più stridente dell’offerta e dell’accettazione di lavoro a scapito di garanzie e sicurezza di cui tratterò più avanti. La sanità gestita a livello regionale ha favorito un intreccio di interessi e ruoli con la sanità privata non più tollerabile in un Paese che, se e quando uscirà dalla grave crisi pandemica ed economica, si ritroverà più povero e con una sanità pubblica alle corde. Pare ormai evidente che la prevenzione non può significare solo diagnosi precoce, ma anche attenzione e miglioramento della qualità della vita, dell’alimentazione, dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e soprattutto passa attraverso la riorganizzazione del sistema nazionale dei trasporti e della mobilità; il controllo serio, senza sconti e commistioni, ad opera delle ARPA delle emissioni industriali; la prevenzione e il controllo nei luoghi di lavoro: negli ultimi anni sono cresciute in modo esponenziale le morti bianche anche perché la crisi ha fatto in modo che l’offerta di lavoro e di conseguenza l’accettazione abbia penalizzato la sicurezza, già di per sé vista da molti imprenditori un intralcio alla correntezza del profitto, quasi un inutile orpello; le bonifiche di ogni sostanza nociva e cancerogena, come ad esempio l’amianto che a distanza di quasi trent’anni dall’entrata in vigore della L.257/92 non ha mai visto alcun governo, fra i tanti che si sono succeduti, intraprendere una efficace lotta di civiltà per fare del nostro Paese un territorio
“asbestos free”, un fiore all’occhiello coerente con l’interesse culturale riconosciuto dall’UNESCO all’Italia per il maggior numero di siti patrimonio universale. L’avvio delle bonifiche nel nostro Paese, - di oltre 40 milioni di tonnellate di amianto in un milione circa di siti pubblici e privati contaminati, tra cui 2400 scuole, 250 ospedali e 1000 edifici culturali, 300.000 km di tubature e 200.000 km di allacciamenti che contengono materiali in amianto (Fonte: Greenreport.it), - oltre che alla salute dei cittadini porterebbe benefici anche all’economia grazie all’apertura di cantieri per oltre 20 miliardi di euro (circa 1,5% di PIL).

Non abbiamo le competenze per entrare nel merito delle disfunzioni della Sanità che ricadono quotidianamente sui cittadini, ma l’inadeguatezza dell’assistenza domiciliare anche a causa del Covid penalizza le persone più vulnerabili; le liste di attesa per le attività di prevenzione non sono tollerabili soprattutto per le persone per le quali il fattore tempo può incidere sulle possibilità di
sopravvivenza. Le crisi di qualsiasi natura, quando arrivano, impongono momenti di riflessione, autocritica e riorganizzazione delle aziende e quella causata dal Covid19 deve essere l’occasione della sanità pubblica per organizzarla in centri primari di assistenza, per convertire le strutture ospedaliere in strutture di secondo livello per la diagnosi e la cura di patologie che necessitano di una maggiore competenza, perché la sanità pubblica non può chiudere! La salute è un diritto di tutti i cittadini e da essa deriva la speranza di vita. La prevenzione primaria deve essere nella Sanità pubblica.

Antonio Carrabba


Notizie del giorno

Piazza 11 Settembre, il chiosco torna a gara: la prima andò deserta Maltempo, interrotta la Bari-Lecce: forti disagi per la circolazione Caro vita e disagi nelle scuole, venerdì manifestano gli alunni del De Sanctis Provincia Bat, si è insediato il dottor Lazzaro: il benvenuto di Lodispoto Bimba investita, Gargiuolo (Fdi): «Strisce presenti e visibili in tutta la città» Puglia Popolare, Francesco Giusto commissario cittadino Caro vita, agricoltori e autotrasportatori in presidio a Trani: «Vogliamo risposte serie» Galiano al presidio degli agricoltori: «Trani è al loro fianco» Parcheggio sballato, vigili diventano «navigatori»: multa e rimozione Riposizionamenti, Briguglio dai Popolari a Per Trani Dimissioni ritirate, Carrabba (Oikos): «Sindaco illustri accordi alla base del ripensamento» De Amicis, bagni a misura di ogni bambino grazie al Rotary club. Foto Art turism, vent’anni di bellezza e territorio Rinviata per maltempo la presentazione del bike sharing elettrico Step Cause lavoro ed Ai: questo mercoledì incontro Conflavoro al Polo museale La fotografia unisce Trani e Camogli: fino al 10 novembre «Mare, pietra e radici» allo chalet Mese dello screening: pap-test e Hpv test day nei consultori di Trani e Bisceglie il 22 e 23 ottobre Caro vita, diocesi Trani solidale con gli operatori Musica, teatro e arte: Palazzo Beltrani supera le 11mila presenze Zelig torna in Puglia e sceglie Trani Usura, quattro arresti Gdf su decisione Gip di Trani In auto con dieci chili di hashish: arrestato un 50enne di Trani Rocca-De Amicis, ufficiale per giunta ma adesso decide Regione Dallo chef tranese Di Tondo un viaggio nei sapori della Puglia Rugby, Draghi vincono a Bari all'esordio in C interregionale Sport life academy, due atlete in finale ai Campionati italiani Esordienti B di judo Caro vita, incontro operatori-sindaco: verso una manifestazione anche a Trani Caro vita, la crisi del comparto agricolo in due documenti: le tante criticità È in edicola il nuovo numero del Giornale di Trani: «Contropiede» Piazzetta Peter Pan, ripresi i lavori. Marinaro: «Felice, ma perché non comunicarlo?» Ripascimento, riapre cantiere villa: limitazioni da piazza Tiepolo Rubrica storica: via Luigi De Gennaro Nomos, successo per “Love and moon” nel festival musicale dell’associazione Arcadia Dermatologia, concluso a Trani il congresso regionale. Fiorella: «La diagnosi precoce fa la differenza» Palazzo Carcano, nel nuovo tribunale la Trani di duemila anni fa. Le foto «Puliamo il mondo», Legambiente in azione in piazza Teresa di Calcutta «Salvare una vita può dipendere da tutti»: in piazza la campagna promossa da Oer Squinzano e Canosa non mollano, Trani resta terzo e domenica Taranto Juve Trani si sblocca contro Maddaloni, Fortitudo ko sul campo del Cus Bari Rullo Polisportiva, al ritorno in campo netto 6-1 a Stornarella Karate, quattro podi al Trofeo Due Mari per la sezione di Trani delle Fiamme Cremisi