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Servizio al banco con la zona arancione, accertamenti della Polizia locale per la "disobbediente": «Non rinnego nulla»

  • «Avevamo i numeri per entrare in zona gialla, invece "è preferibile restare in arancione per evitare il liberi tutti". Così dicendo, Emiliano ha voluto i bar vuoti e le piazze piene: per questo io apro».

    Lo aveva annunciato sin da venerdì scorso, lo ha scritto su due cartelli all'ingresso del suo locale e lo confermato nei fatti la signora Margherita Di Vito, titolare del bar caffetteria Shabby Chic, in via Tasselgardo, che ieri ha coscientemente servito al banco, ed il alcuni casi ai tavoli, come se in Puglia si fosse tornati in zona gialla pur essendosi confermato l'arancione.

    Il sindaco, Amedeo Bottaro, sapeva delle sue intenzioni e si era limitato ad affermare, comprendendo ma non giustificando le ragioni della protesta, che la Polizia locale avrebbe fatto in modo di evitare, con un controllo preventivo, che al danno di quattro settimane in arancione si aggiungesse la beffa di una sanzione. La speranza, in cuor suo, è che la commerciante ci ripensasse.

    Ma ieri mattina il bar ha servito al banco e, quando i vigili sono arrivati, hanno annotato i nominativi di lei, dei suoi dipendenti al lavoro, nonché dei clienti che si trovavano nel locale.  «Allo stato gli operatori si sono limitati a fare questo - fa sapere l'esercente - e non sappiamo se procederanno ad una sanzione o meno. Di certo io non rinnego nulla di quello che ho detto e fatto, anche se mi auguro che l'attività di controllo si sia estesa a tanti altri locali che, a differenza mia, potrebbero avere servito lo stesso al banco e ai tavoli senza averlo annunciato, e quindi di nascosto. Mi sarebbe piaciuto che fossimo tutti uniti nella protesta, ma è evidente che troppi pensano al proprio orticello e così diventa ancora più difficile andare avanti per il bene di questa categoria».

    La signora Gabriella, dopo avere preso il caffè al banco, ha richiamato al cronista «il diritto costituzionale del lavoro che oggi viene negato a tanti», ed anche sui social si è riversata tanta solidarietà per la signora Di Vito, che ha riaffermato il disagio suo e della sua categoria: «Quattro settimane consecutive in zona arancione sono troppe. Non c'è una logica, i numeri ci dicono altro ed io personalmente non sono più in grado di reggere questa pressione».

    Quanto al primo cittadino, che aveva invitato la commerciante a resistere ancora per un po', «mi auguro torni da noi a prendere un caffè come ha più volte fatto nel passato - conclude De Vito -, così da confrontarci su questo annoso problema. Mi sarei aspettata che con i vigili ci fosse stato anche lui, ma ci spero ancora».


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