«Sempre meno vigili sul territorio e di più negli uffici, nonostante l'accresciuto numero di agenti a disposizione del Comando della polizia locale». La lamentela, questa volta, non arriva dai cittadini sui social, ma dai componenti della Prima commissione consiliare permanente, che nella riunione dello scorso 25 gennaio hanno unanimemente lamentato, nei confronti dell'assessore al ramo Alessandra Rondinone, un problema che appare sempre più percepito e di fronte al quale è stato inevitabile manifestare disagio bipartisan.
L'organismo, presieduto da Claudio Biancolillo (consigliere di maggioranza della lista Con), è formato anche da altri tre componenti della coalizione di governo - Anselmo Mannatrizio, Carlo Ruggero e Antonio Befano -, ed uno della minoranza, Andrea Ferri.
Ciò che spicca, però, è che tutti abbiano chiesto all'assessore Rondinone «il motivo per il quale il personale di Polizia locale - si legge nel verbale della riunione -, copiosamente presente nel prestare servizio per le strade nel periodo di massima emergenza epidemiologica, sia poi notevolmente diminuito in seguito».
E il delegato del sindaco, rispondendo loro, non ha nascosto che il problema esita: «Proprio perché si trattava di un periodo dettato dalla massima emergenza causata dal propagarsi della epidemia da covid 19 - ha dichiarato Rondinone -, stante la situazione di particolare gravità del momento, era necessario che una maggiore presenza di personale fosse garantita per le strade. Successivamente - continua l'assessore -, resosi necessario formare il personale neo assunto, lo si è dislocato nei vari uffici in affiancamento al personale già edotto. Ciò ha innegabilmente ed inevitabilmente ridotto il numero di agenti in servizio su strada».
Per il sindaco, Amedeo Bottaro, «tale attività diventa necessaria perché molti operatori stanno per andare in pensione e bisogna formare i nuovi per evitare problemi nel rilascio dei servizi».
Ferri, di Fratelli d'Italia, ha chiesto «che siano effettuati maggiori controlli nelle strade della movida, in particolare nelle zone di via Lagalante e piazza Longobardi, alla luce delle svariate lamentele pervenute dai cittadini circa i continui assembramenti di giovani in quelle aree».
Rondinone gli ha risposto affermando che, «per scongiurare tale rischio, io personalmente, insieme al Corpo della polizia locale, sto eseguendo controlli mirati per verificare che gli esercizi dislocati nei principali centri della movida stiano rispettassero l'ordinanza con cui è stata imposta la chiusura delle attività alle 18», sottolineando anche «l'aspetto relativo ad una doverosa forma di collaborazione e presenza sul territorio fra tutte le forze dell'ordine».
Anche Anselmo Mannatrizio, del Partito democratico, rileva «una scarsa presenza di pattuglie in servizio nella zona del porto, così come negli altri punti della città a maggiore affluenza pedonale e veicolare». Anche da parte sua, dunque, l'auspicio «della predisposizione di una maggiore presenza di pattuglie nelle zone centrali, tanto in estate quanto nei periodi dell'anno in cui si registra una maggiore circolazione pedonale».
Alla luce di tali problemi, la commissione ha concluso affermando «che un maggior numero di personale possa risollevare l'attuale situazione», chiedendo così «di attingere ulteriore nuovo personale da adibire a pattuglia appiedata».
Quanto all'imminente istituzione delle body cam, anticipata proprio a seguito di una precedente riunione della stessa commissione, l'assessore Rondinone ha fatto sapere che «sarà oggetto di discussione nella prossima seduta del consiglio comunale, per l'approvazione del disciplinare che ne regoli il funzionamento».
