I reati di usura denunciati alla Procura della Repubblica di Trani si sono drasticamente ridotti nel giro di un triennio: al 30 giugno 2018 se ne contavano 70; l'anno successivo 37; a metà del 2020 26. Tali dati sono contenuti nella relazione annuale sulla operatività dei tribunali del distretto rilasciata dal presidente della Corte d'appello di Bari.
Il fenomeno, tuttavia non può considerarsi per alcun motivo debellato, anche perché c'è sempre un ampio sommerso che non emerge per mancanza di coraggio nel denunciare. Così i commercialisti del territorio rilanciano con forza la proposta del prefetto della Bat di istituire un apposito osservatorio, definito «un'iniziativa non solo utile, ma in questi tempi così complicati, addirittura necessaria».
A dirlo è Antonello Soldani, nella doppia veste di presidente dell’Ordine dei commercialisti ed esperti contabili di Trani e rappresentante dell’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento di Trani. «I fondi per aiutare famiglie e imprese a sfuggire all’abbraccio mortale dell’usura – spiega Soldani – ci sono ed in misura sufficiente. Non averli utilizzati per mancanza di informazione e per la rigidità delle procedure previste è uno schiaffo in pieno volto nei confronti di chi sta affrontando a mani nude l’impossibilità di fare fronte ai propri bisogni ed esigenze finanziarie a causa dell’emergenza economica, figlia di quella sanitaria. Ben venga, dunque, l’iniziativa del dottor Valiante di mettere attorno ad uno stesso tavolo ideale i rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e sociale, a cominciare dall’Associazione degli istituti di credito, che operano in questo territorio».
Martedì scorso si è tenuta la prima riunione dell’osservatorio, con il dichiarato obiettivo di «promuovere iniziative di informazione sull'utilizzazione dei fondi di prevenzione dell'usura, mantenendosi in stretto contatto con i Confidi, le associazioni di categoria ed altri soggetti pubblici e privati impegnati nel settore».
Ne è emersa «la mancanza di adeguata informazione sull’esistenza stessa dei fondi specifici e sull’iter procedurale per accedervi», nonché «la necessità di un approccio totalmente diverso da parte del sistema bancario per la valutazione della concessione del credito».
L'organismo ha dato vita ad un comitato tecnico operativo «che si farà carico di esaminare nel dettaglio le specifiche criticità - conclude Soldani -, per rendere concreto l’accordo sottoscritto e portare un aiuto efficace al territorio e a chi è in difficoltà».
