Riduzione e riuso dei rifiuti attraverso inclusione e partecipazione, formazione, cultura, spazi, ambiente e territorio. Ne beneficeranno giovani che vivono in stato di disagio e c'è anche un interessante affiancamento di Amiu, per implementare il servizio di igiene urbana nella città e marcare sempre più, e meglio, il percorso verso l'obiettivo «rifiuti zero».
Questo, e molto altro, è al centro di «Circle», il progetto che il Comune di Trani ha candidato all'avviso pubblico «Fermenti in comune», promosso dal Dipartimento politiche giovanili e servizio civile universale dalla Presidenza del consiglio dei ministri, in partnership con l'Associazione temporanea di scopo formata dall'Arci Carlo Cafiero, di Barletta, da Hastarci, di Trani, e dalla già citata Amiu Spa.
L'importo totale del progetto, di cui è responsabile il dirigente dell'Ufficio di piano di zona Alessandro Attolico, è di 144.000 euro, il finanziamento richiesto è di 120.000 euro (pari all'80 per cento del totale), il cofinanziamento locale sarà di 24.000 euro, pari al restante 20 per cento.
«Circle - si legge nella proposta progettuale - si inserisce nella volontà del Comune di Trani di implementare il progetto "Make your way", di cui è partner. Tale progetto già vincitore del bando "Fermenti in comune", si pone l'obiettivo di allestire un laboratorio mobile su camper, con macchinari di nuova tecnologia, rendendo questa esperienza unica e itinerante».
Il progetto include un programma di interventi orientati all'economia circolare in linea con gli obiettivi dell'amministrazione. Tra quelli per il quinquennio 2020-2025 vi sono il risanamento ambientale, il sostegno del diritto alla formazione culturale e professionale, nonché l'inserimento nella vita sociale.
Rientra in questo scenario anche il progetto che l'amministrazione sta portando avanti per l'area denominata "ex Angelini", di almeno 20.000 metri quadrati, già destinata alla produzione industriale e che oggi si vuole trasformare attraverso interventi di riqualificazione urbana per la realizzazione di un grande parco urbano ed un area dedicata ad ostello giovanile.
E proprio guardando ai giovani, più nello specifico, l'amministrazione comunale ha di recente candidato il progetto "Hub Portanova" ad un finanziamento regionale, intendendo così riqualificare il complesso denominato convento San Lorenzo in cui, attraverso il partenariato con associazioni ambientali, sociali e culturali, si vuole realizzare un ostello della gioventù ed un laboratorio sociale e culturale.
«La visione della città è incentrata sulla realizzazione di una Smart city sempre più verde - si legge nel provvedimento con cui la giunta da dato indirizzo al dirigente di candidare Circle al finanziamento statale -, con un elevato grado di qualità della vita. Le linee programmatiche 2020-2025 esprimono la volontà di portare a compimento la trasformazione della città nel solco della cosiddetta "ecologia urbana". Infatti, si vuole programmare lo sviluppo eco sostenibile della città archiviando la stagione della discarica comunale».
Lungo questo solco si è innestato a fine 2020 l'avvio della raccolta porta a porta, che ha già visto Trani raggiungere quasi l'80 per cento di percentuale di differenziata, nonché il rilancio dell'azione dell'isola ecologica attraverso il potenziamento dei servizi offerti.
Per proseguire tale percorso manca l'avvicinamento dei giovani verso le possibilità offerte dalla "green economy": ecco allo Circle, con cui si vuole così avviare un progetto che punti al riutilizzo dei rifiuti creando un laboratorio mobile che sia punto di riferimento del territorio in materia di riciclo ed incentivi i cittadini ad adottare stili di vita sostenibili.
«Il "fablab" non avrà solo un fine didattico - spiega il dottor Attolico - ma, con l'avanzamento del progetto, diventerà un luogo presso cui implementare attività sostenibili e mettere in pratica i concetti dell'economia circolare».
In quale misura i cittadini saranno attivamente coinvolti nel progetto «Circle» per l'incentivazione del riuso dei rifiuti e l'ulteriore espansione di pratiche eco sostenibili? Ebbene, «i soggetti beneficiari saranno individuati tramite lavoro in rete - si legge nel progetto -, con gli attori sociali del terzo settore, le scuole ed i servizi sociali degli enti territoriali».
Più nel dettaglio, saranno coinvolti 150 giovani fra i 17 e i 35 anni, vale a dire il 10 per cento del totale dei giovani residenti in quella fascia di età, di cui almeno il 50 per cento provenienti da contesti svantaggiati e che si mostreranno fra i più volenterosi a seguire un percorso formativo ed attivo che li porterà ad acquisire competenze spendibili per la tutela dell'ambiente, e nello specifico per la riduzione e riuso dei rifiuti».
Ci sarà un coinvolgimento attivo dei beneficiari nelle diverse fasi, con un approccio dal basso verso l'alto giungendo a un coinvolgimento intensivo di 15 giovani tra quelli maggiormente bisognosi e motivati con l'obiettivo di inglobarli nel team del progetto.
Il percorso di progettazione partecipata si può schematizzare in tre fasi principali: avvio dei percorsi di partecipazione e co-progettazione; elaborazione delle proposte inerenti gli spazi considerati, i possibili utilizzi di queste aree ed il ruolo di centralità del territorio; definizione della modalità di gestione dei nuovi spazi.
