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L'ex San Lorenzo si chiamerà Porta Nova: il Comune di Trani lo ha candidato ad un finanziamento da 725.000 euro

Potrà ammontare a 725.000 euro il finanziamento regionale per la riqualificazione dell'immobile ex San Lorenzo, ai fini della realizzazione del progetto «Trani hub Portanova», con il quale il comune di Trani intende promuovere interventi di diffusione e rafforzamento delle attività economiche a contenuto sociale e interventi per l'innovazione sociale. Fra le attività previste, anche un ostello giovanile.

Lo ha deliberato la giunta comunale, aderendo al bando regionale che prevede, per la Provincia Bat, la possibilità di presentare un'unica proposta progettuale per singolo comune capoluogo, laddove non si verifichino le condizioni per una proposta progettuale integrale con i tre Comuni della provincia.

Trani hub Portanova è un percorso di partecipazione con le associazioni del terzo settore per la realizzazione, in prospettiva del quale il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha recentemente conferito l'incarico di redazione della proposta progettuale di rifunzionalizzazione dell'immobile all'architetto tranese Dario Natalicchio.

Lo scorso 14 gennaio il professionista ha trasmesso il progetto definitivo e, per tale incarico, è stata riconosciuta una somma di 25.000 euro da intendersi quale cofinanziamento comunale per lo stesso progetto. Natalicchio si è avvalso, in qualità di collaboratori esterni, dell'apporto dei professionisti Stefano Parente, Cristina Monterisi, Giorgio Gramegna e Antonio Proto.

Siamo in via Nigrò 18, in una porzione di immobile attualmente in disuso dell'ex conservatorio San Lorenzo, definito nel progetto «prestigioso e facente parte di un ampio complesso di cui la parte più antica è risalente al XVI secolo».

Alla gloriosa storia si contrappone un desolante presente: «Gli ambienti si presentano in pessime condizioni di conservazione - scrive il progettista nella sua relazione -, con degrado evidente dovuto alla mancanza totale di manutenzione ordinaria e straordinaria, infiltrazioni di acque meteoriche dalle coperture, marcescenza e perdita degli assetti di tutti i serramenti presenti, inadeguatezza e mancanza di qualsiasi impianto e leggero quadro fessurativo su alcune strutture portanti».

Ai fini del recupero e rifunzionalizzazione di questa parte dell'immobile, il progetto prevede i seguenti interventi: consolidamenti murari mirati alle parti lesionate; impermeabilizzazione di tutta la superficie di copertura; demolizione di tutti i divisori non portanti in muratura non funzionali alla nuova distribuzione interna prevista nel progetto; allargamento di un vano porta esistente e relativo consolidamento strutturale; demolizione di due lucernari fatiscenti presenti sulla copertura del vano centrale; eliminazione di tutte le barriere architettoniche e di tutti i serramenti interni ed esterni, sostituendoli con nuovi a norma; demolizione e rifacimento completo dei bagni; rifacimento di tutti gli impianti a norma; rifacimento delle pavimentazioni e di tutti i rivestimenti in ceramica per gli ambienti di bagni e cucina; creazione di chiusure e tamponature in cartongesso; eliminazione degli strati di pitture esistenti e nuova pitturazione finale.

Nell'atrio di accesso è previsto l'inserimento di un servizio di bike sharing. Il vano del piano terra posizionato a nord sarà destinato all'accoglienza, con una reception ed una parete attrezzata completa di griglie espositive studiate per le mostre.

Al primo piano si prevede un ambiente di convivialità e relax con divanetti e poltroncine, griglie espositive per mostre, biblioteca di comunità e possibilità di effettuare videoproiezioni. Per gli ambienti attigui ci saranno una cucina, bar e sala mensa autogestita, una stanza per l'ospitalità alberghiera accessibile a disabili ed una camera doppia come residenza artistica. Dalla parte opposta saranno ubicati i servizi igienici, completi di doccia, al servizio della struttura.

Sempre al primo piano ci saranno dormitorio e ostello per 12 posti letto e, dall'altra parte, un'area di smart working di prossimità, laboratori e aula digitale multimediale.

«Il progetto - scrive Natalicchio nelle conclusioni - risponde pienamente all'obiettivo di porre in opera la rifunzionalizzazione di immobili di proprietà pubblica, prevista dal bando regionale, quali spazi fisici per lo svolgimento di attività imprenditoriali di interesse sociale. Inoltre gli interventi previsti sono stati pensati, oltre che a soddisfare le esigenze del bando, anche nell'ottica di un recupero statico e funzionale di un intero immobile di pregio. L'intervento, infatti, diventa propedeutico al recupero dell'edificio ed al suo possibile accorpamento nel tempo in un'unica funzione, con semplici modifiche ai collegamenti interni fra le parti».


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