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Il Tribunale di Trani e le «buone prassi» anticovid. Ma resta grave il problema delle sedi

Quanto sta incidendo il covid sul funzionamento dell'attività giudiziaria nel Tribunale di Trani? A giudicare da quanto si legge nella relazione rilasciata dal Presidente della Corte d'appello, in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno giudiziario, la sensazione è che l'emergenza sanitaria il segno l'abbia lasciato, ma soprattutto a Trani si siano delle opportune contromisure utili a limitare i contagi ed alleviare i disagi.

In primo luogo, l’emergenza sanitaria ha determinato l’avvio delle udienze da remoto, tendenzialmente con l’uso dell’applicativo Teams. In particolare, presso il Tribunale di Trani, per lo svolgimento delle udienze presidenziali di comparizioni dei coniugi per il tentativo di conciliazione, le convalide degli arresti e i processi per direttissima.

Per le buone prassi attuate presso il Tribunale di Trani, «l’emergenza sanitaria è stata affrontata con una serie di protocolli sottoscritti con il consiglio dell'Ordine degli Avvocati, la Procura della Repubblica ed i Giudici di pace - si legge nella relazione -, per regolare la gestione delle udienze in tutti i settori, tenendo in particolare considerazione le esigenze sanitarie a tutela di tutti gli operatori e dell'utenza».

In particolare, il 24 marzo 2020, è stato sottoscritto un protocollo di intesa fra Tribunale ordinario di Trani, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Tribunale per i minorenni di Bari, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari, Ordine degli avvocati di Trani, Camera penale di Trani, Istituti penali di Trani, che ha previsto la celebrazione da remoto, attraverso la piattaforma Teams, non solo delle udienze di convalida dell’arresto e degli interrogatori di garanzia, ma anche delle udienze di convalida dell’arresto, con conseguente giudizio direttissimo dinanzi al giudice del dibattimento, nel rispetto delle norme del codice di rito.

La Procura della Repubblica di Trani ha individuato un referente per ciascun Comando delle forze dell'ordine fonte, con il quale è in corso un dialogo quotidiano con l’ufficio del registro generale finalizzato a mi-gliorare la qualità delle informazioni e dei documenti trasmessi.

Sempre nell'ufficio del Procuratore di Trani è prossimo l’avvio della sperimentazione, che verrà effettuata a seguito dell’indicazione da parte dell’Ordine degli avvocati, di difensori disponibili.

Sono definite «sufficientemente soddisfacenti» le dotazioni hardware degli uffici del Distretto per il personale amministrativo delle cancellerie, nonché alcune postazioni fisse per magistrati, ma si segnala la carenza di scanner per il personale amministrativo del Tribunale di Trani.

Prosegue l’utilizzo di nuovi applicativi, fra cui la «Consolle del magistrato» e, a Trani «la Consolle del Pm, limitatamente al settore famiglia, con il coinvolgimento dell’Ufficio affari civili della Procura, la Cancelleria civile - Settore famiglia - e la redazione di uno specifico vademecum da seguire per la corretta gestione dei flussi.

Quanto alle dotazioni informatiche ed all’assistenza tecnica, particolari criticità sono state più volte registrate e segnalate per la procedura di rinnovo e consegna sia delle Smart card ministeriali, in uso ai magistrati ordinari, sia di quelle sostitutive, in uso ai magistrati onorari: il presidente della Corte d'appello auspica «la creazione di un ufficio tessere presso il Tribunale di Trani, per ridurre i tempi di acquisizione dei dati e consegna delle smart card».

Va anche detto che, alle difficoltà organizzative e gestionali introdotte dall'emergenza sanitaria, si aggiungono quelle ataviche relative all’edilizia giudiziaria. La relazione sottolinea «l’inidoneità e l’insufficienza degli spazi», nonché il fatto che il tribunale di Trani utilizzi ben otto edifici.

Cinque di questi, di proprietà pubblica e valore storico, sono posti nel centro storico a breve distanza tra loro. I restanti, però, acquisiti a suo tempo in locazione passiva dal Comune, sono ubicati in aree semi-centrali. Tra quest'ultimi vanno inclusi tre capannoni industriali, destinati ad archivio e deposito, che costituiscono un complesso omogeneo di un'unica proprietà privata. E sono ancora occupati locali delle ex sezioni distaccate di Andria (chiusa il 30 settembre 2017), Barletta, Canosa di Puglia e Ruvo di Puglia, adibiti ad archivio.

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