L'avvocato Domenico Di Terlizzi, difensore di Giuseppe Di Marzio, ha chiesto la trasmissione degli atti dell'udienza di ieri del processo «Sistema Trani» alla Procura della Repubblica competente ipotizzando il reato di falso.
Il riferimento è al verbale dell'interrogatorio del consigliere comunale dell'epoca (oggi di nuovo in carica) Giovanni Di Leo, che si è presentato in aula come teste del Pubblico ministero ricostruendo la vicenda del suo rapporto con la società Sicurcenter, che si aggiudicò la gara per la sorveglianza degli immobili comunali facendosi preferire alla Vigilanza notturna tranese.
Di Leo non è imputato nel processo e non è stato neanche indagato, ma fu ascoltato dal Pubblico ministero che istruì l'inchiesta, Michele Ruggiero, poiché suo cognato era stato assunto nella Sicurcenter con modalità, a detta dell'accusa, poco chiare.
Alla luce delle dichiarazioni rilasciate in aula da Di Leo, l'avvocato di Terlizzi ha fatto notare che «quello che ha detto il testimone e quello che è scritto nel verbale del suo interrogatorio non corrispondono. Ci sono delle grosse divergenze ed il verbale rappresenta fatti che, poiché è credibile quello che il teste ha riferito in aula, si sono svolti in maniera diversa. Quelle dichiarazioni, così come rappresentate non riproducono fedelmente quello che avvenne durante l'interrogatorio. Quell'interrogatorio fu fatto dal Pubblico ministero, mentre nel verbale non si dà atto che ci fosse. E poi il teste disse altre cose, ripetute oggi (ieri, ndr) in aula, ma di tutto questo nel verbale non c'è traccia e quindi si dà una rappresentazione della deposizione difforme rispetto a quanto affermato dal teste, ed è per questo che ho parlato di fumus del reato di falso».
Qualora la richiesta dell'avvocato Di Terlizzi fosse accolta, si sarebbe in presenza di un nuovo, possibile procedimento di un'altra procura (quasi certamente Lecce) in merito alla conduzione degli interrogatori dell'indagine Sistema Trani poi sfociata in processo. Di questo diede già notizia nella precedente udienza, rilasciando dichiarazioni spontanee, l'imputato Sergio De Feudis.
Nell'udienza di ieri sono stati ascoltati anche un ex dipendente della Vigilanza notturna ed il presidente di un'altra cooperativa che partecipò alla gara per la sorveglianza degli immobili comunali.
Il processo vede imputati ex amministratori, funzionari comunali ed altri per ipotizzati voti di scambio, pressioni e tangenti sulle gare che portarono ad alcune clamorose misure cautelari fra fine 2014 (primo filone) e inizio 2016 (secondo unificato al primo). La prossima udienza si terrà il 18 marzo.
