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Trani, arriva in discarica l'impianto per il trattamento del percolato: polemiche su portata e bacino d'utenza

Comincia a prendere ufficialmente forma il progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento del percolato, con annessa una piattaforma di trasferenza dei rifiuti, presso l'ormai ex discarica comunale di contrada Puro vecchio, dove ha sede Amiu, la società comunale che gestisce il servizio dell'igiene urbana.

Lo si evince dalla delibera con cui la giunta comunale ha preso atto dello schema di convenzione fra l'Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti, il Comune di Trani e l'Amiu per la disciplina dei rapporti inerenti la realizzazione di un impianto per il trattamento del percolato in località Puro vecchio: costerà 5 milioni di euro, di cui 4 finanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile ed uno a carico di Amiu, in capo alla quale è prevista la progettazione dell'impianto stesso.

«Ma la produzione di percolato della nostra discarica si aggira fra le 7 e 8mila tonnellate l’anno, soprattutto adesso che la discarica non è più in esercizio e tanto nel frattempo ne è stato aspirato. Prevedere una produzione di 42mila tonnellate l’anno è davvero tanto, quindi questo vuole dire che l’impianto non servirà soltanto Trani». A dirlo è Maria Grazia Cinquepalmi, consigliere comunale uscente, in merito all'accordo ormai formalmente definito.

«L'impianto per il trattamento del percolato, alla luce della disomogeneità dei dati sul percolato prodotto dalla discarica e quello che si prevede di trattare, potrebbe servire non soltanto Trani, ma tutta la Puglia. E la stessa stazione di trasferenza, per lo smistamento dei rifiuti raccolti, sarebbe un impianto al servizio dell'intera regione, una specie di “discarica di soccorso”».

Ad accrescere i dubbi di Cinquepalmi, il fatto che «Comune e Amiu cederanno all’Ager, proprietaria dell’impianto in corso di progettazione e realizzazione, il diritto di superficie dell’area di sedime del terreno sul quale devono essere realizzati i due impianti. Mi chiedo allora - conclude - a chi giovi questa operazione e gli ambientalisti nel frattempo cosa dicano».

«L'avvocato Maria Grazia Cinquepalmi conferma una conoscenza molto superficiale ed approssimativa della materia ambientale», rispondono i consiglieri comunali della lista Bottaro sindaco, vale a dire Michele di Gregorio, Giuseppe Mastrototaro, Antonio Angiolillo e Antonio Befano.

«Sentire affermare che una piattaforma di trasferenza è una “discarica di soccorso” per lo “smistamento dei rifiuti raccolti in tutta la Puglia” - scrivono i quattro consiglieri in una nota - è del tutto fuorviante. La piattaforma di trasferenza, infatti, è un impianto “a saldo zero” nel senso che tutti i rifiuti che entrano debbono necessariamente uscire poiché l’unica finzione della piattaforma di trasferenza è traslare i rifiuti trasportati su mezzi di modesta portata (mezzi satellite) su mezzi di maggiore portata al fine di ridurre il numero dei viaggi, il costo dei trasporti e l’impatto sull’ambiente connesso al ciclo dei rifiuti. Tale piattaforma - precisano - sarà certamente a servizio della Città di Trani e, al più, dei comuni immediatamente attigui (Barletta, Andria, Bisceglie e Corato) poiché l’utilizzo di una piattaforma di trasferenza ha senso solo se la stessa è immediatamente prossima alla comunità da servire: in ogni caso la funzione della stessa e localizzazione della stessa (la contrada Puro Vecchio è ad oltre 4 chilometri dall’abitato di Trani) non hanno né avranno alcun impatto sulla città».

Quanto alla portata dell’impianto di trattamento di percolato, «è stato dimensionato sull’effettivo fabbisogno della discarica di Trani incrementata di una modesta quantità (circa il 10 per cento) per gestire eventuali picchi. I dati storici sul quantitativo di percolato smaltito nel tempo confermano tali dati e smentiscono le affermazioni dell'avvocato Cinquepalmi».


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