Ricorre oggi il primo anniversario del Decreto del presidente del consiglio dei ministri, firmato l'8 marzo 2020 da Giuseppe Conte, che avrebbe cambiato la storia del Paese per effetto dell'emergenza coronavirus.
Infatti, proprio un anno fa, il capo dell'esecutivo uscente firmava le prime misure per contenere la diffusione del virus in Lombardia ed altre 14 province, in cui i contagi erano maggiori, e una serie di altre disposizioni valide su tutto il territorio nazionale.
Contemporaneamente il governatore della Puglia, Michele Emiliano, emanava un'ordinanza che imponeva l'obbligo di quarantena per tutti coloro che rientrassero dalla Lombardia e altre regioni caratterizzate dai provvedimenti del Dpcm Conte.
Furono ore di grandi preoccupazioni, disagi e sofferenze e a Trani il sindaco, Amedeo Bottaro, avviò a sua volta le prime attività per il controllo di coloro che tornassero da fuori città, con pattugliamenti presso stazione ferroviaria, fermata dei bus extraurbani e casello autostradale.
Dall'8 marzo 2020 nulla è stato più come prima, con la differenza che quel giorno (e nei primi mesi successivi) si avvertiva tangibile la paura di tutti. Oggi, invece, a distanza di un anno, alla paura sembra essersi sostituita l'insofferenza rispetto al virus e a chi è chiamato a dettare e fare rispettare le regole per il suo contenimento.
