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La macchina per scrivere è donna, lunedì tanti accessi al Polo museale

In occasione della giornata internazionale che celebra i diritti femminili, la Fondazione S.e.c.a. e il Polo Museale Diocesano di Trani hanno spalancato i portoni di Palazzo Lodispoto a tutte le donne desiderose di avventurarsi nel meraviglioso mondo della cultura e della storia.

L’iniziativa in questione (promossa come ogni anno dalla Fondazione S.e.c.a.) ha previsto, per tutte le donne, l’opportunità di entrare gratuitamente all’interno del Museo e di conoscerne i manufatti più significativi ed interessanti attraverso una visita guidata lungo tutto il percorso museale. Parola d’ordine del giorno è stata “inclusione”; inclusione nonostante le differenze che ci caratterizzano, inclusione nonostante questa non sia ancora una parola universalmente conosciuta, e inclusione nonostante il tempo che ci ha tenuti lontani per mesi. Impossibile, infatti, dimenticare di citare (anche oggi) il periodo che stiamo affrontando, motivo per il quale bisogna sottolineare che l’iniziativa in questione si è svolta nel massimo rispetto delle normative anti-Covid vigenti. Tra una pregiata macchina per scrivere ed un antico capitello finemente scolpito e decorato, un coro di voci femminili si udiva per le scale del Palazzo Lodispoto, sede del Polo Museale di Trani. Le visite hanno riscosso un considerevole successo, tanto che il Direttore in persona, il Dott. Graziano Urbano, si è destreggiato come mentore tra le varie collezioni presenti nella struttura al seguito di un pubblico tutto al femminile (più qualche piccolo accompagnatore o accompagnatrice).

Tanti occhi hanno sorriso sotto le mascherine che, ormai, ci caratterizzano: mascherine eleganti, simpatiche, versatili, allegre, colorate, sofisticate, insomma, un po' come le donne. E’ in occasioni come questa che la cultura va incentivata, e se n’è avuta conferma constatando l’entusiasmo con cui, le visitatrici, entrando, si sono presentate chiedendo il biglietto che a loro spettava in quanto donne, come se non bastasse altro per descrivere il loro status. Essere Donna ed essere fiere di esserlo. Questo è emerso alla luce della iniziativa che ha visto protagonista questa ricorrenza.

Un piccolo faretto è rimasto acceso per tutta la giornata illuminando, in modo particolare, una macchina per scrivere Olivetti e delle scarpe rosse, accostamento insolito, ma significativo per rivolgere l’attenzione della Fondazione S.e.c.a. e del Polo Museale anche a tutte quelle donne che continuano a subire e a soffrire a causa di un mondo che non è ancora come lo vorremmo. Con l’impressione (e la speranza) di aver fatto trascorrere una giornata memorabile a tutte le donne che, con la loro presenza, hanno allietato un lunedì qualunque, si spera di poter fare (per loro e per tutti) sempre di più.


  • Notizie del giorno

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