Potrebbe esserci una doppia messa «In coena Domini, con orari rispettivamente alle 18 e 19.30, per superare in qualche modo le restrizioni anti covid. È questa la novità che si profila con riferimento alle celebrazioni liturgiche della Settimana santa e, segnatamente, del triduo pasquale alla luce delle nuove disposizioni emanate dall'arcivescovo, monsignor Leonardo D'Ascenzo, conseguenza della zona rossa in cui si ci troverà fino al 6 aprile.
Resta confermato il divieto di effettuare processioni, non sarà possibile prendere parte alla Messa crismale del Giovedì santo ma si potrà partecipare alla liturgia, limitatamente ai posti disponibili, anche se restano previste dirette streaming delle sante messe così da consentire alla maggiore platea possibile di assistere alle stesse. I fedeli che parteciperanno alle celebrazioni dovranno munirsi di autocertificazione.
La Domenica delle Palme i fedeli dovranno già portare con sé i rami di ulivo da benedire. Potranno, in alternativa, essere distribuiti in bustine singole all’ingresso della chiesa, da parte di volontari. Vietati assembramenti presso i cesti della distribuzione e la consegna o lo scambio di rami tra i fedeli.
La Messa crismale si terrà nella Basilica cattedrale di Trani alle 10 del 1mo aprile, con la partecipazione dei soli presbiteri, diaconi, una rappresentanza degli istituti di vita consacrata e dei membri del Consiglio pastorale diocesano. Il loro numero sfiora le 200 unità, circostanza che esclude la presenza di fedeli: per questo il rito sarà teletrasmesso da più operatori, anche in streaming.
«Solo per il Giovedì santo - precisa poi il vescovo -, in previsione della maggiore partecipazione di fedeli e dell’attuale limitazione contingentata degli ingressi nelle chiese, specie in quelle meno ampie, è concessa straordinariamente la possibilità, valutata l’opportunità da parte del parroco, di celebrare due messe in coena Domini, distanziate opportunamente di un tempo congruo, con l’accortezza di fissare la seconda in orario tale da concluderla in tempo utile per consentire il rientro dei fedeli prima del “coprifuoco”».
Come già lo scorso anno non ci saranno gli altari della reposizione (volgarmente detti «sepolcri», per evitare pellegrinaggi, adorazioni e conseguenti assembramenti: il vescovo scrive che «si eviti di allestirli» e sconsiglia espressamente «le visite consuete al SS. Sacramento in altre chiese».
Il Venerdì santo «l’atto dell’adorazione della Croce sia vissuto senza spostamenti da parte dei fedeli in chiesa - raccomanda il presule -, in maniera comunitaria e silenziosa».
La Veglia pasquale della Risurrezione del Signore, infine, sarà celebrata in tutte le sue parti, in orario compatibile con le normative vigenti, non prima comunque delle 19.
