Una donna di Trani di 67 anni, affetta da tumore al terzo stadio, è morta lo scorso 14 marzo a Bari, presso l'Istituto tumori Giovanni Paolo II, in seguito ad un'infezione polmonare poli-microbica.
Secondo quanto si apprende dalla relazione clinica sul decesso, la paziente, cui erano stati accertati problemi cardiologici e polmonari, era in trattamento con farmaci che provocano immunocompromissione. Le frequenti ospedalizzazioni cui era stata sottoposta e le precedenti terapie antibiotiche avevano favorito l’instaurarsi di infezioni.
Durante il ricovero la paziente ha improvvisamente manifestato segni clinico-radiologici di una pneumopatia infettiva: per questo è stata sottoposta ad una serie di esami, fra cui una broncofibroscopia e un lavaggio broncoalveolare, che hanno dimostrato una positività per infezione da citomegalovirus, sars-Cov-2 e legionella.
Accertamenti sono in corso per verificare se tali infezioni siano state effettivamente contratte durante il ricovero o se, invece, provengano da ambiente non ospedaliero.
Prima e durante il ricovero, come da prassi, la paziente era stata sottoposta a tampone molecolare che aveva sempre dato esito negativo.
Il reparto di Radiologia interventistica è stato chiuso a scopo precauzionale e si è proceduto alla sanificazione degli ambienti.
Le altre persone ricoverate, i medici e gli infermieri in servizio sono stati sottoposti ad esami, sia per il Covid, sia per la legionella: al momento, sono emersi solo tre casi dubbi di legionella.
Esami sono in corso sulla rete idrica dell'istituto, per scongiurare la presenza del batterio.
La famiglia della donna ha sporto denuncia sull'accaduto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. A quanto si è appreso, il magistrato ha disposto l'autopsia della salma della donna, che a tale scopo è stata trasferita presso l'Istituto di medicina legale di Bari.
La tesi della famiglia, difesa dagli avvocati Angelo Scuderi ed Ernesto Pensato, è che la paziente abbia contratto le infezioni all'interno della struttura ospedaliera, essendovi ricoverata già dallo scorso 23 febbraio con l'accesso precluso a chiunque.
