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Oggi è la giornata mondiale dell'acqua: la riflessione di Carrabba e Ulisse

L’ONU nel 1992 proclamò il 22 marzo giornata mondiale dell’acqua per richiamare l’attenzione dei popoli su un bene primario e vitale per tutti. In realtà “il problema acqua”, meglio sarebbe dire della vita, sul pianeta era già noto da molti anni prima che l’ONU ne proclamasse la celebrazione ed era, com’è un problema di tutti i giorni che riguarda tutti i popoli. Le stime delle agenzie facenti
capo alle istituzioni internazionali affermano che 1 miliardo di “Esseri umani” sul pianeta non dispone di acqua potabile e per la qual cosa patisce malattie e morti. L’Africa è da sempre carente e in più l’acqua non potabile, che agisce con una latenza più breve rispetto all’inquinamento industriale, veicola malattie e morte.

Una più marcata sensibilità si è sviluppata quando la salubrità dell’acqua ha incominciato ad allarmare i Paesi opulenti dell’occidente. Un contributo alla presa di coscienza del problema lo ha dato anche la cinematografia americana alla fine degli
anni 90 dello scorso secolo portando sugli schermi gravi situazioni di inquinamento ambientale ad opera di colossi dell’industria responsabili della contaminazione delle falde acquifere. Ricordiamo una giovanissima Julia Roberts nella storia vera di una avvocatessa che sposa la causa di una cittadina della California i cui abitanti si ammalavano di tumori e perdevano la vita. A Flint in
Michigan (USA) nel 2014 l’acqua potabile risultò contaminata dal percolato di piombo delle vecchie condutture idriche. Da noi nel 2013 in Veneto si scoprì la presenza anche in acque potabili di PFAS, acidi molto forti e di difficile smaltimento.

Più recentemente l’arsenico nel comune di Pegognaga (Mn) dove l’acqua del rubinetto in alcuni condomini, provocava irritazioni cutanee da non poter essere usata neanche per la doccia. Precedentemente alcune associazioni avevano denunciato la presenza di pesticidi e sostanze composte di cloruro nell’acqua dei rubinetti, ma le Istituzioni, che dovevano sin d’allora tutelare la salute dei cittadini, li facevano passare come “limiti di accettabilità”, per poi introdurre norme che ne prevedevano limiti più bassi! E ora siamo al sicuro?

Nel novembre 2019 le scriventi firmatarie del presente documento, nell’ambito della logica della prevenzione chiesero ad AQP di conoscere gli esiti dei controlli eseguiti periodicamente sull’acqua e in particolare dati circa la presenza di amianto e degli inquinanti e contaminanti ricercati nei controlli sia di routine che straordinari a causa, questi ultimi, di rotture e interventi di manutenzione. Chiesero inoltre di riferire se le condutture in cemento-amianto fossero state tutte sostituite e se del caso quante e quali tratte lo fossero ancora. AQP fece sapere che i programmi di sostituzione delle vecchie condotte in cemento-amianto promossi e realizzati dall’ente avevano consentito la riduzione delle stesse a dicembre 2019 intorno alla 0,7% del totale della rete di distribuzione delle municipalità.

Orbene, le criticità dell’acqua riferite, sicuramente non esaustive sull’argomento, richiedono un approccio responsabile da parte di tutti: cittadini, gestori e istituzioni. L’acqua è un bene primario, una conquista sociale che esige di essere conservata, gestita e diffusa in particolare a chi ancora soffre della sua scarsità, avendo bene a mente alcuni principi irrinunciabili:

1) Garantirne la disponibilità dal punto di vista qualitativo e quantitativo attuando concrete politiche di prevenzione degli sprechi;
2) Fattore qualitativo: l’acqua per usi potabili, igiene personale e domestica deve essere indenne da cancerogeni o sospetti tali e da sostanze allergizzanti e comunque dannose;
3) Fondamentale per l’obiettivo di cui al punto precedente è la bonifica rapida anche del residuo 0,7%, ove non ancora realizzata, quantunque non nella nostra provincia, delle tubazioni in cemento-amianto, riorganizzazione dei metodi di potabilizzazione, controllo alla fonte degli inquinanti di origine industriale o geologica;
4) Implementazione delle ricerche epidemiologiche correlate alle caratteristiche delle acque “potabili”; nuove ricerche sono utili nonostante che le evidenze siano già sufficienti circa il rapporto tra eccesso di cloro ed aumentata incidenza di vari tipi di tumore; tuttavia, nuove ricerche possono individuare e rafforzare i percorsi per rivendicare risarcimenti per danni alla salute;
5) Georeferenziazione dei tumori delle vie biliari extraepatiche che potrebbe funzionare da evento sentinella della esposizione per via alimentare ad amianto (essendo gli altri meno patognomonici).

Abbiamo tutti il diritto di esigere un’acqua salubre e potabile, perché, come diceva San Francesco d’Assisi l’acqua «la quale è molto utile, umile, preziosa e casta», serva per il sostentamento e a beneficio nostro e delle generazioni future (così Papa Francesco nel
messaggio in occasione della giornata mondiale dell’acqua del 2019).

Antonio Carrabba – AEA (Associazione Esposti Amianto e rischi per la salute) Bat; Nicola Ulisse – CODACONS Sede locale di Trani. I contributi medico-scientifici sono del dr. Vito Totire, Medico ambientale e psichiatra presidente nazionale AEA.


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