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Impianto di trattamento del percolato a Trani, tutti i dettagli del doppio progetto

Ecco, di seguito, la scheda tecnica che illustra i dettagli dell'impianto di trattamento di percolato, con annessa piattaforma di trasferenza, previsto su Trani a seguito del relativo «Accordo di programma er la realizzazione di interventi per la gestione del ciclo dei rifiuti».

A siglarlo, il Ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare, Regione Puglia (Dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio, Sezione Ciclo Rifiuti e Bonifiche) e Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (Ager)

L'importo complessivo dell'intervento è di 5.350.000 euro, quello finanziato dal Cipe è 4.000.000, la parte restante sarà a carico di Amiu.

«La proposta riguarda la realizzazione, in adiacenza alla esistente piattaforma impiantistica di Amiu - si legge nella relazione -, di un impianto per il trattamento del percolato della potenzialità di 40.000 metri cubi l'anno, principalmente proveniente dall'adiacente discarica di Trani ma anche di altra provenienza, sino alla capacità autorizzata, e di una piattaforma di trasferenza finalizzata alla ottimizzazione della logistica e dei trasporti dei rifiuti raccolti e destinati agli impianti di pretrattamento, con una potenzialità annuale di 60.000 tonnellate».

L'impianto di trattamento del percolato sarà «di tipo chimico fisico, per una potenzialità di circa 40.000 metri cubi l'anno e della relativa vasca di equalizzazione per una capacità di circa 1.000 metri cubi. La presenza dell'impianto in adiacenza all'invaso di discarica - si legge nell'accordo di programma - consentirà principalmente il trattamento in situ del percolato prodotto dalla discarica di Trani, evitando onerosi e lenti trasbordi presso gli impianti remoti ove attualmente viene conferito con rilevanti vantaggi sia di ordine ambientale che economici».

L'impianto di trattamento sarà costituito sostanzialmente da due unità: «Una dedicata  alla ultrafiltrazione a membrane ed una dedicata alla osmosi inversa su quattro stadi. Questa viene alimentata da due flussi: il primo a basso contenuto salino (eluato); l'altro a carico elevato (concentrato). Lo schema di trattamento proposto consente di ottenere un effluente conforme per lo scarico su suolo. La vasca di equalizzazione sarà realizzata in calcestruzzo armato e sarà suddivisa in due volumi di 500 metri cubi».

Ma come funzionerà, più nello specifico, l'impianto? «Il percolato, preliminarmente all'avvio al trattamento - si legge ancora -, viene stoccato in via temporanea all'interno dei serbatoi di stoccaggio, dove potrà essere rilanciato dai pozzi di estrazione nei singoli bacini della discarica. I serbatoi fuori terra sono installati all'interno di bacini di contenimento realizzati in cemento armato, gettato in opera di dimensioni tali da garantire il contenimento dei reflui in caso di rottura accidentale dei serbatoi. Le superfici interne (laterali e del fondo) dei bacini di contenimento sono rivestite con resina epossidica al fine di renderle impermeabili, ad ulteriore protezione e garanzia delle matrici ambientali suolo e sottosuolo».

«Il percolato proveniente dai serbatoi di stoccaggio viene rilanciato all'interno della vasca di equalizzazione, che ha la funzione di buffer per omogeneizzare il refluo da trattare (sia in termini di quantità che di caratteristiche chimico-fisiche), eliminando così eventuali picchi di portata e concentrazione. All'interno di tale vasca, inoltre, avviene la sedimentazione dei solidi grossolani eventualmente presenti all'interno del percolato estratto dalla discarica».

Dalla vasca di equalizzazione il percolato viene pompato nella sezione di ultrafiltrazione, per la separazione dei restanti solidi sospesi. Il permeato da tale fase di trattamento viene pompato all'interno di un serbatoio di alimentazione per le successive fasi di osmosi inversa a tre stadi, mentre il concentrato dell'ultrafiltrazione viene rimandato all'interno della vasca di accumulo».

«Il permeato subisce un trattamento ad osmosi inversa suddiviso in tre distinte fasi: in ognuna di esse, in ogni caso, la pressione applicata al fluido (superiore a quella osmotica posseduta dalla corrente) consente la separazione dei solidi disciolti nel passaggio attraverso le membrane».

«ll funzionamento dell'impianto di trattamento deve essere completamente automatico e prevedere anche la possibilità di comando a distanza e telediagnosi. Nelle normali condizioni di esercizio dell'impianto, inoltre, un operatore effettuerà almeno una visita giornaliera all'impianto, al fine di effettuare controlli sulle parti meccaniche, sul processo e per manutenzione in genere».

I successivi dettagli riguardano la piattaforma di trasferenza: «I rifiuti non subiranno alcun trattamento - fa sapere la relazione -, in quanto verranno esclusivamente trasbordati dai mezzi (di piccola taglia) della raccolta urbana a mezzi più grandi per il conferimento agli impianti di trattamento, ottimizzando i servizi di trasporto con vantaggi sia economici che ambientali per il territorio e le utenze servite».

«La stazione di trasferenza è stata ideata per sopperire alla necessità di limitare in primis i costi di trasporto del rifiuto destinato ai centri di trattamento oppure alla discarica e, in seconda battuta, per snellire le operazioni burocratiche e pratiche che fanno parte della gestione del rifiuto stesso (compilazione documenti di identificazione, pesatura, carico e scarico, movimentazione in sito)».

«Il risultato - concludono i progettisti - è avere un unico punto, in cui convergono i mezzi preposti alla raccolta dei rifiuti (compattatori e veicoli satellite), operanti in un determinato bacino di utenza. Avvenuto il trasferimento, il conferimento dei rifiuti alla discarica o agli impianti di trattamento avviene con mezzi idonei al trasporto con lunga percorrenza, in particolare autoarticolati con semirimorchio bilico tradizionale o con piano mobile walkingfloor».


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