«Sussistono numerosi, consistenti e rilevanti elementi che dimostrano, secondo il principio del "più probabile che non" che il Consorzio stabile Ebg group è operatore economico soggetto a pericolo di condizionamento da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso».
È quanto si legge in una sentenza del Tar di Bologna, pubblicata il 18 gennaio 2021, con la quale è stato rigettato il ricorso presentato da quella società avverso il provvedimento della Prefettura di Bologna di interdizione del consorzio dalla attività per presunte infiltrazioni mafiose.
La vicenda si ribalta pesantemente su Trani, dove il Consorzio stabile Ebg è, o forse meglio dire è stata l'impresa esecutrice del parco di via delle Tufare, una delle nuove aree pubbliche del quartiere Sant'Angelo.
Per tale motivo il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha determinato la risoluzione del contratto con la stessa società, attivando «tutte le iniziative necessarie e previste dalla vigente normativa per liberare l'area di cantiere e recuperare dalla ditta appaltatrice i danni subiti conseguenti e connessi con la disposta risoluzione del contratto, con incameramento delle polizze fideiussorie».
La decisione giunge quando il parco pareva ormai completato, sebbene fossero stati determinati lavori di supplementari di ampliamento dei servizi stessi, ed è motivata con il fatto che «non può giustificarsi in alcun modo - si legge nel provvedimento - il comportamento tenuto dal consorzio nel non avere tempestivamente notiziato il Comune di Trani della vicenda, venendo così meno al principio della correttezza e buona fede, inducendo conseguentemente l'ufficio in errore per non avere potuto avviare, "ratione temporis" le previste procedure risolutorie del contratto».
Al netto del probabile ricorso da parte del consorzio contro il provvedimento di risoluzione del contratto, il Comune di Trani avvierà subito le procedure per l'affidamento dei lavori ad un nuovo operatore. Nel frattempo, il parco è fermo da tempo e deperisce, rischiando di aggiungersi all'elenco delle numerose incompiute cittadine.
