«Buon compleanno. Almeno lì dove ti trovi sei al sicuro e c’è il nonno che ti guarda. Mentre a Trani sei diventato un personaggio scomodo, tanto è vero che per due volte hanno profanato il luogo dove hai perso la vita ed ora neanche un fiore ci è permesso portarti con l’indifferenza totale di un’amministrazione comunale sorda e cieca».
Si sfoga così Felice Casale, papà di Raffaele, lo chef dal ristorante Le lampare al fortino che sabato scorso avrebbe compiuto 33 anni e per il quale suo padre continua ad impegnarsi in una battaglia finalizzata all'accertamento puntuale dei fatti che portarono alla sua morte, in quel drammatico incidente stradale del ferragosto 2017.
Come già abbiamo avuto modo di scrivere nel recente passato, il signor Casale è del tutto convinto che suo figlio morì non per una sua imperizia alla guida della moto, ma per una serie di cause concomitanti a cominciare dalla pericolosità del tratto in cui cadde, rimanendo mortalmente ferito.
L'impressionante incidente dell'autocisterna della scorsa settimana auto, ha ulteriormente convinto Casale del fatto che i motivi della morte di suo figlio furono di ben altra natura e continua a chiedere che la giustizia faccia veramente luce su quello che accade quella tragica notte.
Nel frattempo il luogo dell'incidente non è più lo stesso di prima e, per motivi ancora incomprensibili, quel vaso con fiori e foto del giovane sembra davvero che qualcuno non voglia più che resti al suo posto.
