L’anno scolastico 2020-2021, martoriato dal Covid-19, ha portato più volte a sospendere del servizio mensa a Trani. Al momento, come detto, l’assessore all’Istruzione, in pieno accordo anche con i dirigenti delle scuole interessate, ha prorogato la sospensione fino al 30 aprile 2021.
Sull’argomento diversi genitori hanno mostrato la loro contrarietà: una delle mamme, Valentina Gallo, si fa portavoce della loro protesta.
«Tutte le mamme - ci scrive la signora Valentina - sono stufe di questa continua chiusura della mensa per svariati motivi. C'è un contratto da rispettare e l'ordinanza del primo aprile parla chiaro: “sono sospese le attività di ristorazione tranne le mense che hanno un contratto da rispettare”. In più se pensiamo che il premier Draghi ha voluto fortemente che i bambini tornassero sui banchi di scuola senza se e senza ma, perché non si può usufruire di questo servizio se le scuole sono aperte? Cosa cambia se si mantengono le distanze e se si usano le corrette precauzioni? Non dimentichiamo che la scelta di aderire alla refezione scolastica è anche dovuta alle attività educative che ne seguono.
Inoltre, la sospensione del servizio mensa riguarda Trani; a Bari, sempre in scuola pubbliche, la refezione scolastica è attiva. Per non parlare delle scuole private di Trani in cui il servizio non è mai stato sospeso.
Siamo stanchi di essere presi in giro – continua la signora Gallo -: ormai è palese che il servizio non comincia perché il rientro nelle classi non è totale. Ma se c'è un contratto da rispettare non è giusto che quelle famiglie che ne hanno diritto aspettino ancora invano.
Non è mai stata fatta neanche una riunione per spiegare dettagliatamente quali siano i motivi della continua interruzione del servizio con i relativi referenti. Da troppo tempo ormai – conclude -aspettiamo invano che si faccia fede ad un contratto firmato».
