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Londra ritorna alla normalità, il racconto del tranese Matteo Precchiazzi: «Ecco come siamo usciti dall'incubo»

Mentre la Puglia è ancora in zona rossa, a Londra pochi giorni fa le autorità scientifiche hanno dichiarato raggiunta l’immunità di gregge. Hanno fatto il giro del mondo foto e video della città inglese dove centinaia di persone erano per strada, sedute ai tavolini, mentre festeggiavano questo traguardo che da noi sembra ancora molto lontano. Da Londra il 24enne tranese, Matteo Precchiazzi, ci spiega quanto sta accadendo in queste ore lì.

Come state vivendo questi primi giorni di libertà a Londra?

C’è grande emozione e un senso di liberazione. C’è anche tanta voglia di rinascita: abbiamo vissuto un periodo davvero faticoso. Questo risultato è stato raggiunto grazie al vaccino, senza il quale non credo che l’Inghilterra ce l’avrebbe fatta.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che in un post su Facebook si è scusato per le decisioni sbagliate prese in questi mesi in Italia a tutti i livelli. Voi dall’Inghilterra che immagine avete del nostro Paese?

Purtroppo attualmente l’immagine dell’Italia, ma in generale dell’Europa, non è positiva. Quello che percepisco è un senso di difficoltà, si è ancora spaventati dal virus. Ma la fine di questo tunnel si può raggiungere affidandosi soltanto alla scienza. Se la popolazione non è ancora vaccinata bisogna continuare a seguire le regole.

Se Londra ha raggiunto l’immunità di gregge vuol dire che sicuramente le misure anticontagio che si sono applicate sono risultate quelle giuste. A Londra come si è operato, anche dal punto di vista della vaccinazione?

Ci sono state restrizioni ferree, soprattutto quando c’è stato lo scoppio della variante inglese. A quel punto c’è stata una vera corsa alle vaccinazioni con quasi 900mila vaccini al giorno, numeri che in Italia sono molto lontani. Questo risultato si è raggiunto grazie ad una grande organizzazione e distribuzione delle file effettuata dall’esercito. In città ci sono tantissimi hub dove ci si può vaccinare: si calcola che in media ogni inglese ha un centro di vaccinazione a 15km da casa, considerando che ci si può vaccinare anche in farmacia, nei supermercati o alle fermate dei bus. Inoltre, quello che ci ha portati all’immunità di gregge è stato il fatto di aver allungato il tempo tra la prima e la seconda dose.

In Italia si è scelto di partire dalle categorie più fragili, come gli over80, ma la vaccinazione è stata aperta anche, ad esempio, agli operatori scolastici. In Inghilterra invece?

In Inghilterra si è proceduto solo e soltanto per scaglioni d’età, ma la popolazione scolastica non è stata vaccinata. Ci sono stati dei momenti in cui sono state riaperte le scuole, ma le hanno subito richiuse perché il tasso dei contagi era ricominciato a rialzarsi fino a livelli pericolosi. Adesso stanno vaccinando tra i 40 e 45 anni, target che in Italia è ancora lontano.

Ci sono tanti tuoi coetanei, e non solo, che non vedono l’ora di tornare a trascorrere del tempo fuori casa senza la paura del contagio. A loro e anche a tutti gli altri tranesi cosa senti di dire?

Immagino che tutti stanno soffrendo. Dico, però, di credere nella scienza e di non aver paura nel vaccino perché è l’unico modo grazie al quale uscire da questo incubo. Purtroppo sento ancora qualcuno che non crede nel vaccino e ha paura: questo è l’atteggiamento che non bisogna avere.

Clicca qui per ascoltare l'intervista.


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