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Rudere fra Trani e Bisceglie, così ogni giorno i ragazzini sfidano il pericolo

  • E se qualcuno si facesse anche male? La domanda sorge spontanea in un momento storico nel quale non soltanto è vigente una zona rossa che impedirebbe di uscire di casa, se non per comprovati motivi, ma anche osservando lo stato di quello stabile e la spregiudicatezza con cui i ragazzini vi ci entrano arrampicandosi finanche sui tetti.

    Siamo al confine fra Trani a Bisceglie, nei pressi del Ponte Lama, in quello che sarebbe dovuto essere un grande istituto psicopedagogico, che la Provincia di Bari fece costruire nel 1970 senza mai di fatto inaugurarlo, né aprirlo, per le attività cui era preposto. Una assurda storia di malaburocrazia e spreco di denaro pubblico che oggi si è ribaltata sulla Provincia di Barletta-Andria-Trani, che ha rilevato il bene e spera di trovare un acquirente che a sua volta lo rilanci.

    La scorsa estate l'ente provinciale mise in sicurezza, si fa per dire, l'intero immobile cingendolo lungo il vasto perimetro con una barriera antiscavalco in legno e lamiera che però, con il passare del tempo si è rotta in vari punti sia a causa del forte vento, sia perché divelta dai teppisti.

    Peraltro, nonostante l'ingresso sia apparentemente occluso da new jersey in cemento armato, vi è un varco che i veicoli si sono guadagnati lungo un'aiuola spartitraffico centrale, calpestando la quale è possibile entrare direttamente con l'auto nell'area, favorendo così ulteriormente l'accesso di tante persone.

    La struttura è giudicata da molti come sufficientemente attraente per trascorrervi del tempo libero grazie alla bella pineta che la circonda ed all'estrema vicinanza con un tratto di mare bellissimo, a poche decine di metri da Torre Olivieri e dal ponte Lama.

    Aria fresca e brezza marina praticamente a costo zero e sotto casa, ma il problema è che siamo sempre in zona rossa e soprattutto, in questo caso, il rischio di incidenti per ragazzi fin troppo superficiali nello sfidare il pericolo appare elevato.

    Quel luogo negli ultimi anni, quando ancora non era stato circoscritto dalle lamiere veniva utilizzato dagli appassionati del soft air per le loro battaglie simulate in assetto da guerra, con mimetiche ed armi giocattolo che sparano proiettili di gomma.

    Ma in quel caso, almeno, si trattava di persone addestrate e che certamente sanno muoversi molto meglio conoscendo le insidie di un luogo come quello, peraltro quasi perfetto per quel tipo di attività.

    Al contrario, gruppi di adolescenti che vagano fra tetti e sporgenze con ferri e telai a vista, appare quanto di più sconsigliabile ci sia per la sicurezza propria e altrui.

    La recinzione fatta erigere dalla Provincia sembra non recare alcun cartello di divieto ai sensi di legge, così che chi penetri nel rustico di quella struttura abbandonata non commetterebbe un reato, ma certamente sfida il pericolo non del tutto in piena coscienza.

    Sarebbe il caso che la Provincia torni quanto prima sul posto e rimetta le cose a posto, magari provvedendo anche ad un nuovo sfalcio dell'erba che intanto cresce a dismisura ed in ogni caso, fra soli due mesi, dovrà essere completamente tagliata nel rispetto dell'ordinanza antincendi, cui ottemperare entro il 15 giugno.

    Intanto, ove mai la Invimit (società del Ministero delle finanze) dovesse ancora essere interessata a rilevare quell'immobile, ci si augura che l'accordo si concretizzi quanto prima, sebbene le imminenti elezioni provinciali consiglino di affidare a presidente e consiglio che verranno la responsabilità di un atto amministrativo tutt'altro che di poco conto.


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