Raccontare per immagini la vita di una comunità di minori in pieno lockdown. Con questo obiettivo la tranese Francesca Sorge ha realizzato a Milano, città dove vive da quasi tre anni, la sua prima mostra fotografica dal titolo “Tempo sospeso”. Educatrice presso l’associazione CAF Onlus centro aiuti minori e famiglia di Milano, ha coinvolto i bambini ospiti e ha ritratto momenti della vita quotidiana nel periodo della prima quarantena tra marzo e maggio 2020.
«Tempo sospeso è il ritratto figurativo di quello che è stato quest’anno di pandemia ma sopratutto di quello che hanno vissuto i bambini della comunità in cui lavoro - spiega Sorge -. Un tempo ciclico, ripetitivo, in cui le giornate erano (e sono ancora) uguali alle altre, in cui abbiamo dovuto reinventarci una quotidianità. Un tempo in cui ti ritrovi a scandire solo i pasti e gli appuntamenti telefonici con i genitori e non sai quando tutto tornerà alla normalità. E resti così, sospeso».
Francesca ha scelto di fissare, in una scala di grigi, piccoli gesti che scandiscono lo scorrere del tempo in una quotidianità stanca perché in attesa di riprendere movimento ed energia dal contatto con l’altro: «La scelta cromatica è arrivata in un secondo momento. Ho riflettuto su quanto si somiglino le giornate in questo tempo sospeso, un po’ come tante diapositive in bianco e nero. Le tonalità di grigio mi rimandano ad un’idea di pesantezza e di tristezza, sentimenti molto comuni a noi educatori e ai bambini della comunità, ma credo anche a chiunque stia vivendo questo tempo».
Le immagini della mostra non rappresentano sentimenti, ma scene di vita quotidiana di comunità: attività laboratoriali, il collega stanco dopo 12 ore turno, i bambini che giocano tra loro, l’ausiliaria che stira i vestiti dei bambini, un microcosmo all’interno di uno più grande: «Negli scatti - spiega l’educatrice - non sono visibili i volti dei bambini per ovvi motivi di privacy ma spero che arrivi, nonostante tutto, un messaggio di speranza e di “Ce la faremo” come si urlava l’anno scorso dai balconi. Perché la vita va avanti, nonostante tutto.
L’anno scorso siamo stati dimenticati dal mondo così come tutte le altre strutture socio sanitarie e socio assistenziali. Siamo rimasti comunque aperti con tutti gli affanni e le fatiche del caso, garantendo sempre e comunque il benessere dei bambini. Il mio obiettivo - conclude Francesca Sorge - resta sempre quello di sensibilizzare la gente alla tema dell’infanzia che, per scelta professionale, mi appartiene da oltre 20 anni». La mostra è visitabile dall’8 al 22 maggio al “Tempio del futuro perduto” di Milano.



