L'inatteso stop delle vaccinazioni nell'intero territorio dell'Asl Bt nelle giornate di ieri e oggi, rispettivamente mercoledì 28 e giovedì 29 aprile, ha determinato non poche polemiche soprattutto da parte di coloro che il vaccino avrebbero dovuto riceverlo proprio questi due giorni.
Come è noto l'Azienda sanitaria locale della provincia del nord barese ha sospeso le prestazioni a causa della scarsezza di vaccini, riprogrammando quelle previste nei due giorni di stop rispettivamente per domenica 16 maggio e lunedì 17 maggio.
Soprattutto a Trani, dove l'hub vaccinale del palazzetto dello sport Tommaso Assi sta funzionando con ritmi notevoli, le proteste non mancano. Il signor Tommaso lamenta il fatto di ritrovarsi improvvisamente, e non per responsabilità sue, in coda rispetto a persone più giovani di età: «Ho 69 anni, ho atteso pazientemente il mio turno e francamente - spiega - questa circostanza di dovermi vaccinare anche dopo i sessantenni non la trovo corretta, perché il principio che si era di scelto seguire era sempre e solo quello dell'età decrescente. Quanto accaduto mi sorprende e delude e credo che, come me, la stessa sensazione l'avvertano anche altri. E se io posso dirmi fortunato perché non ho particolari patologie, e per fortuna finora ho evitato spiacevoli conseguenze legate alla pandemia, credo che ci siano molte altre persone della mia età che stessero da tempo facendo il conto alla rovescia e adesso si ritrovano bloccate e costrette ad aspettare altri venti giorni. Mi chiedo perché non sia stato possibile, al contrario, fare slittare in blocco tutte le vaccinazioni già fissate».
Secondo quanto si apprende dalla Asl Bt, invece è stato proprio questo il problema che ha determinato la scelta di riprogrammare le vaccinazioni per le sole prenotazioni fissate ieri e oggi: ciascuno di quei cittadini è stato contattato dagli uffici dell'azienda sanitaria per comunicargli personalmente lo stop e la conseguente riprogrammazione. Non si sarebbe potuto farlo con tutti perché si parla di migliaia di persone. Di certo si è provato anche a trovare altre soluzioni, ma qualunque di esse appariva impraticabile soprattutto per la mancanza del presupposto più importante: i vaccini.
Nella giornata di ieri dovrebbero essere arrivate le nuove forniture di Pfizer, ma questo difficilmente farà sì che si possa in poche ore riprogrammare la giornata odierna le vaccinazioni e, quindi, limitare il disagio a quelle mancate di ieri, magari spalmandole nei prossimi giorni. Ove mai gli scenari cambiassero, la stessa Asl farebbe altri salti mortali per comunicarli. Allo stato, però, soluzioni alternative non sembrano intravedersi, soprattutto perché la Asl Bt è quella che, a fronte delle carenze oggettive di vaccini in tutta la Puglia, si è fermata meno tempo delle altre.
Resta il problema centrale, su scala regionale, legato al fatto che le agende delle prenotazioni sono intasate, ma non sempre i vaccini disponibili. E così nella Bat, dopo la fornitura di Pfizer di ieri, il 2 maggio è prevista un'altra di Astrazeneca ma poi, nel cronoprogramma degli arrivi, sembra non ci sia altro. E questo lascia il fianco scoperto ad eventuali, e poco graditi, nuovi stop.
Per il momento si cerca di fare di necessità virtù invocando la pazienza collettiva. Sperando che, pure in questo caso, anche la sua data limite si possa in qualche modo riprogrammare.
