ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Rapporto cave 2021 di Legambiente, a Trani ce ne sono 28

Sono 4.168 le cave autorizzate in Italia e 14.141 le cave dismesse o abbandonate secondo i dati contenuti nel Rapporto Cave 2021 di Legambiente. Tra le Regioni che presentano un maggior numero di siti destinati alle attività estrattive si trovano Sicilia, Veneto, Puglia (388 cave autorizzate), Lombardia, Piemonte e Sardegna, tutte con almeno 300 cave autorizzate presenti al momento dell’elaborazione dei dati.  Per le cave dismesse spiccano i dati della Lombardia, con oltre 3.000 siti chiusi, ma anche di Puglia (2.522) e Toscana (2.400). 

La crisi del settore delle costruzioni iniziata nel 2008 si è fatta sentire e rispetto alla precedente edizione sono diminuite quelle attive, erano 4.752 nel 2017, ma aumentano quelle dismesse o abbandonate, ben 727 in più, con un numero che risulta davvero impressionante, anche perché solo una piccola parte vedrà un ripristino ambientale. Le cave di inerti e quelle di calcare e gesso rappresentano oltre il 64% del totale delle cave autorizzate in Italia, percentuale che supera l’81% se si analizzano le quantità estratte. Più basse le quantità estratte di materiali di pregio, come i marmi, ma la crisi si è fatta sentire meno per le esportazioni verso Stati Uniti e Medio Oriente. Con canoni irrisori e in base a un quadro normativo inadeguato, una pianificazione incompleta e una gestione delle attività estrattive senza controlli pubblici trasparenti. Il tema è di piena attualità visto il rilancio dei cantieri previsto con il Recovery plan, in particolare di alta velocità ferroviaria, ma anche in edilizia con il superbonus di cui si sta discutendo la proroga.

Questa situazione oggi può essere cambiata, come racconta il Rapporto di Legambiente, con esempi italiani e europei, e proprio la chiave del recupero e riciclo può contribuire non solo a ridurre progressivamente le cave ma a rilanciare il settore delle costruzioni. Inoltre, anche le attività estrattive possono essere gestite correttamente, ponendo attenzione a ridurre l’impatto sul paesaggio e delle attività. Ma ora è il momento di accelerare nella transizione verso l’economia circolare, rafforzando trasparenza e legalità nel settore. Non è accettabile che il recupero di rifiuti provenienti da demolizione e ricostruzione veda numeri ancora così bassi e che si continui a devastare il territorio con l’estrazione di materiali che possono essere sostituiti da altri provenienti dal recupero e riciclo, e aprire cave senza garantire il recupero progressivo delle aree. La strada è quella segnata dalle direttive europee e dalle leggi nazionali, eliminando tutte le barriere al recupero e riciclo dei materiali per il loro utilizzo nelle opere pubbliche e nei cantieri privati. Purtroppo, larga parte dei rifiuti da demolizione e ricostruzione oggi finisce in discarica e siamo ben lontani dall’obiettivo del 70% di recupero fissato al 2020 dall’UE. Eppure, gli studi evidenziano come la filiera del riciclo in edilizia garantisca il 30% di occupati in più a parità di produzione.

“Non esistono più scuse – dichiara Ruggero Ronzulli, direttore di Legambiente Puglia -, abbiamo oggi la possibilità di passare da un modello lineare, di grande impatto, a uno circolare dove l’obiettivo è puntare su recupero, riciclo, riqualificazione urbana e territoriale. È una trasformazione sicuramente nell’interesse generale ma anche del settore, perché in questa prospettiva si aprono opportunità di innovazione di impresa e di creazione di nuovi posti di lavoro. La Puglia deve essere più incisiva in questo settore, visto il numero ancora elevato di cave autorizzate, ma sono necessarie regole più stringenti e canoni più elevati”.

Il punto sulle cave in Italia e Puglia

Legambiente ha iniziato nel 2008 l’attività di monitoraggio del settore. Il quadro aggiornato evidenzia un calo delle cave autorizzate (attive e autorizzate ma in assenza di attività estrattiva in corso) che va di pari passo con la crisi del settore edilizio: sono 4.168 contro le 4.752 del Rapporto 2017 e le 5.725 di quello 2008 (- 37%). Le 14.141 cave dismesse, rilevate incrociando i dati forniti dalle Regioni e dalle Province Autonome con quelli di Istat, invece aumentano rispetto alle 13.414 del 2017. Spiccano i dati della Lombardia, con oltre 3.000 siti chiusi, ma anche della Puglia (2.522) e della Toscana (2.400). Mentre Sicilia, Veneto, Puglia (388), Lombardia, Piemonte e Sardegna sono le Regioni che presentano un maggior numero di cave autorizzate, almeno 300 in ognuna al momento dell’elaborazione dei dati. I Comuni con almeno una cava autorizzata sono 1.667, il 21,1% del totale dei Comuni italiani. Il Comune con il numero più alto è, appunto, Carrara con 73 cave autorizzate, seguono Sant’Anna di Alfaedo (VR) con 55, Bagnolo Piemonte (CN) con 50, Nuvolera (BS) con 47, Guidonia Montecelio (RM) con 37, Albiano (TN) con 36, Custonaci (TP) con 36 e Trani con 28.


Notizie del giorno

Liste attesa: 78 anni e priorità D, ma la visita urologica sarà fra tre anni Luna park gratuito per i ragazzi diversamente abili: domande entro il 23 luglio Patronale, diffuso il programma: «Sarà festa della meraviglia» Post maltempo, villa ancora chiusa. Superlavoro notturno di Amiu Crolli di alberi, Gioventù nazionale: «Il maltempo non può essere un alibi» Vento impetuoso, giù tre alberi: nessuna conseguenza Alta marea anomala, l'acqua invade il piazzale della Lega navale Sant'Anna, prosegue il percorso verso la festa "Dove il futuro mette radici": focus su giovani, lavoro e sviluppo della Puglia questo mercoledì in biblioteca Cultura incontra città, per «Agorà» di Tranensis oggi Trifone Gargano L'ebanista fa il bis, questo venerdì "Aperipoesia" tra poesia, improvvisazioni musicali e convivialità Ottocento anni di memoria francescana: Fondazione Seca porta in piazza Duomo il 22 agosto il musical «Forza venite gente» Caso fotografo, parla il legale: «Adulterio scoperto e macchinazione ai suoi danni, altro che stalking» Battiti, accertati danni in piazza Quercia. Galiano in radio: «Riparandoli, si ripulirà anche la pavimentazione» Campane, appello Amiu ignorato: ecco i primi abbandoni selvaggi. Galiano: «Saremo severi» Il Trani si è radunato e profuma di rosa: un abbonato su cinque è donna Memorial Avantario, lo Sporting ricorda il «sindaco gentiluomo» con il tennis TRANINCHIARO. Maggioranza compatta, ma ai vertici perde un’occasione politica «Ripartire dal mare per rilanciare la blue economy»: il talk di Forza Italia con sindacati e categorie Oasi è tornata in centro: nuova sede e servizi per anziani e migranti Siepi, taglio in corso. Fino alla prossima emergenza Finti benefattori trasformano marciapiede in discarica: «Quando ho preso la targa è fuggito» Galiano in radio: «Calice soppresso? Non è ancora detto». E riapre al Giullare Ponte sulla Trani-Andria, si varano le travi: disagi fino a fine mese «La notte dei figli delle stelle», Trani unita nel nome di Saverio Prosegue il progetto "Il Sogno di Angelica": da Trani al Kenya la solidarietà non si ferma Stalking contro ex genero, chiesto giudizio per fotografo tranese Emergenza caldo, gli ingegneri Bat: «Sicurezza cantieri sia parte integrante della progettazione» Emergenza caldo, Merra (Gs) pensa anche agli animali: «Si tutelino con idonee misure» Da Kubrick a Hitchcock, passando per Antonioni: torna «Cinema fuori museo» di Fondazione Seca