Recentemente avevamo dato notizia della richiesta alla Soprintendenza, da parte della famiglia Bini, di ristrutturare la storica villa al centro del parco Giuseppe Petrarota, già Villa Bini, con un progetto di restauro conservativo finalizzato anche all'abitabilità del bene.
È questa, però, l'unica buona notizia che sembra giungere da quel giardino pubblico di proprietà comunale, inaugurato nel 2012 a seguito di rilascio al Comune da parte della proprietà dei suoli oggetto del Piano urbanistico esecutivo ex Area Lapietra.
Infatti, basta fare una passeggiata anche breve attraverso il parco per scorgerne tutte le criticità, alcune delle quali forse fin troppo sottovalutate.
Quella che più emerge è lo stato di dissesto, al limite del pericolo di crollo della garitta situata sul viale di ingresso a breve distanza dal cancello di via De Robertis, già oggetto di un incendio alcuni anni fa: adesso il piccolo corpo di fabbrica mostra delle lesioni che sembrerebbero il preludio ad un collasso. Certo, è circondato da transenne poste dalla Polizia locale, ma questo sembra più uno strumento utile a tenere lontane le persone che a mettere in sicurezza il manufatto, che in ogni caso appare oggetto di intrusioni continue.
Un altro incendio ha riguardato, alcune settimane fa, una delle giostrine i cui resti giacciono accatastati accanto all'ex muretto di cinta della villa, rispetto al vecchio binario che conduceva all'hangar oggi trasformato in supermercato.
Al di là di quel muretto l'area di sgambamento per cani è un terreno incolto in cui si alternano terra battuta ed erba che cresce sempre più. Ed in un punto c'è ancora un pezzo di quel vecchio binario che potrebbe essere anche pericoloso per l'incolumità pubblica, poiché quasi del tutto invisibile.
L'altro corpo di fabbrica presente all'interno del parco, vale a dire quello adiacente la vecchia pesa, non sembra mostrare problemi di staticità ma dentro contiene qualsiasi tipo di rifiuto.
La vasca dei pesci è in uno stato sempre più precario e, ovviamente, da anni non vi è più alcuna fauna al suo interno.
Nell'aranceto spicca il giaciglio di un senza fissa dimora, che da un po' di tempo sembra avere scelto quel luogo per dormirvi la notte. Recentemente gli operatori di Amiu hanno raccolto alcune buste di rifiuti, probabilmente gettate da corso Imbriani e non certo lasciate da quella persona, ma non ha ovviamente rimosso le coperte e le altre masserizie di quell'uomo, nel rispetto della sua condizione.
Inutile ribadire che parco Petrarota, sebbene chiuso da un cancello da via De Robertis, è sempre aperto da via Paolo David Di Martino, grazie ad un orsogril non in linea con gli altri e dunque in grado di garantire un accesso che rappresenta, in realtà, una comoda scorciatoia per tanti cittadini.
La recinzione della villa, nella cui area effettivamente è stata operata una robusta bonifica, appare ancora poco stabile e sicura, e ci si augura che almeno si possa davvero procedere alla ristrutturazione del bene: sarebbe, come già scritto, il miglior viatico per tenere il parco in condizioni decenti che allo stato, purtroppo, non ci sono.






















