Indossa con fierezza una mascherina tricolore, donatagli da suo figlio che lavora in Aeronautica. La sfoggia tutti i giorni e lo farà, ancora più orgogliosamente, oggi, mercoledì 2 giugno, settantacinquesimo anniversario della Festa della Repubblica: buona per la festa nazionale, ma ancora di più per mostrare, con altrettanto orgoglio, la soddisfazione per essersi immunizzato con un vaccino completamente italiano.
Lui si chiama Mauro Elia Di Pinto, ha 67 anni e fa parte dei 70 volontari che si sono sottoposti, nei mesi scorsi, alla sperimentazione del vaccino Reithera nella Bat. La sua adesione alla campagna di reclutamento avviene il sabato di Pasqua: immediatamente chiamato e convocato dall'ospedale di Bisceglie, vi si presenta il martedì, subito dopo Pasquetta, e si sottopone agli esami di rito.
A distanza di pochi giorni riceve la prima dose e dopo 21 giorni la seconda. Seguono altri controlli e, la settimana scora, il prelievo di sangue per accertare gli eventuali anticorpi sviluppati contro il virus: risultato più che soddisfacente, con una immunità 1.019 considerata dagli addetti ai lavori «molto alta».
Dunque, oltre una sperimentazione utile per tanti altri, Mauro Elia è già perfettamente vaccinato e immunizzato con un farmaco di cui si attende, a breve, la certificazione definitiva dello Spallanzani di Roma.
Potrebbe essere anche l'unico tranese ad essersi vaccinato con un farmaco italiano, di certo è l'unico che lo ha fatto sapere. Ed oggi, festa nazionale e, a Trani, anche liturgica del santo Patrono, Nicola il Pellegrino, i motivi di soddisfazione per Mauro Elia sono davvero numerosi: infatti, oggi non c'è soltanto l'orgoglio di sentirsi italiano, ma anche, e soprattutto, di sentirsi bene con un vaccino tricolore.
